La Commissione Europea sta accelerando la pressione sulle Big Tech con l'obiettivo di smantellare le posizioni dominanti nel mercato digitale. Al centro del nuovo scontro c'è Google, che si trova a dover rispondere a proposte regolatorie volte a forzare l'apertura del suo ecosistema Android e dei dati di ricerca, sollevando però critiche severe in termini di sicurezza.

L'AI su Android sotto pressione

Uno dei punti più controversi riguarda l'integrazione di Gemini. Secondo quanto riportato da Ars Technica, i regolatori europei vorrebbero che Gemini smettesse di essere l'unico servizio AI integrato nativamente in Android. L'obiettivo è permettere agli utenti di integrare modelli alternativi, concedendo a questi ultimi un livello di accesso al sistema operativo simile a quello attualmente riservato all'AI di Google.

Heather Adkins, VP of security engineering di Google, ha espresso forti perplessità in merito: aprire tali permessi a terze parti potrebbe creare vulnerabilità critiche, facilitando l'azione di scammer e frodatori che potrebbero sfruttare gli accessi privilegiati per compromettere i dispositivi, come evidenziato da The Verge.

Il nodo dei dati di ricerca

Parallelamente, l'UE spinge affinché Google condivida i propri dati di ricerca anonimizzati con i competitor, seguendo termini di interoperabilità definiti come FRAND. Google contesta radicalmente l'efficacia di questo processo: secondo l'azienda, i metodi di anonimizzazione proposti sono fallaci. In particolare, Google sostiene che sarebbe possibile re-identificare gli utenti in meno di due ore, trasformando un'iniziativa pro-concorrenza in un potenziale disastro per la privacy, come riportato da KuCoin.

Una strategia di frammentazione globale

Questo scontro si inserisce in un contesto geopolitico più ampio, dove l'Europa cerca una crescente indipendenza tecnologica. Mentre il Parlamento Europeo ha già iniziato a sostituire Google Search con alternative come Qwant nei propri sistemi ufficiali, le tensioni tra Bruxelles e Washington rimangono elevate. La strategia dell'UE mira a creare un ecosistema digitale governato da standard europei di moderazione e governance dell'AI, scontrandosi con la resistenza delle aziende statunitensi che vedono in queste misure un attacco alla sicurezza dei propri prodotti.