La corsa all'intelligenza artificiale sta entrando in una fase di consolidamento strategico dove la competizione tra OpenAI e Anthropic lascia spazio a un'inedita alleanza politica. Entrambe le aziende stanno coordinando le proprie attività di lobbying a Washington per spingere i decisori verso una regolamentazione più stringente dei modelli open-weight, sostenendo che la libera distribuzione di pesi e parametri rappresenti un rischio per la sicurezza nazionale.

La minaccia dei modelli aperti

Dietro l'argomentazione della sicurezza si cela una preoccupazione economica concreta: la compressione dei margini. L'ascesa di modelli open-weight estremamente performanti, come il cinese Kimi K3, sta dimostrando che il divario di capacità tra i sistemi chiusi e quelli aperti si sta riducendo rapidamente. Kimi K3, in particolare, ha sorpreso la comunità tecnologica raggiungendo risultati di livello frontier che mettono in discussione il valore esclusivo delle API a pagamento.

Questa tendenza è aggravata dalla pratica della distillazione, un processo in cui modelli più piccoli vengono addestrati utilizzando l'output di sistemi proprietari. OpenAI ha espresso forti preoccupazioni su questo fronte, allineandosi alle posizioni di alcuni funzionari dell'amministrazione Trump per limitare tale pratica. Se le aziende possono ottenere prestazioni simili a quelle di GPT o Claude tramite modelli locali e gratuiti, l'intero modello di business basato sull'accesso via cloud rischia il collasso.

Lobbying e controllo governativo

Per contrastare questa erosione, OpenAI e Anthropic hanno intensificato massicciamente le attività di pressione politica. Solo nel secondo trimestre del 2026, le due società hanno speso complessivamente 3,17 milioni di dollari in lobbying, con un incremento del 23% rispetto al trimestre precedente. L'obiettivo è creare dei "colli di bottiglia" normativi che favoriscano chi già controlla l'infrastruttura e i modelli più avanzati.

Questa strategia si inserisce in un contesto di crescente centralizzazione, come dimostrato dal programma Gold Eagle della Casa Bianca, volto a coordinare l'accesso ai modelli frontier. Mentre OpenAI cerca di armonizzare le regole a livello nazionale, Anthropic sta adottando una tattica diversa, spingendo per salvaguardie più severe a livello statale, ad esempio in Massachusetts.

Un equilibrio finanziario precario

L'urgenza di proteggere i flussi di entrate è dettata da una fragilità strutturale: né OpenAI né Anthropic sono attualmente autosufficienti. Entrambe dipendono pesantemente da capitali esterni, investitori di equity e partner cloud. In questo scenario, la pressione per un'eventuale quotazione in borsa (IPO) entro la fine del 2026 rende imperativo dimostrare una crescita sostenibile e margini protetti.

La sfida è resa più complessa dalla posizione di aziende come Meta o l'approccio di DeepSeek, che scommettono sull'open source per scardinare l'egemonia della Silicon Valley. Se i modelli aperti continueranno ad assorbire una quota crescente dei carichi di lavoro aziendali, i giganti del software chiuso potrebbero trovarsi intrappolati in una corsa agli armamenti tecnologici che non riescono più a monetizzare.