L'intelligenza artificiale non è solo una rivoluzione tecnica, ma un potentissimo catalizzatore di disparità economica. Alex Karp, fondatore e CEO di Palantir, ha delineato uno scenario in cui la ricchezza generata dall'AI non verrà distribuita, ma concentrata nelle mani di pochissimi individui, creando un distacco netto tra ciò che definisce "ricchezza inimmaginabile" e ricchezza normale.
Il divario tra miliardari e lavoratori
Secondo le stime di Karp, l'attuale boom tecnologico potrebbe moltiplicare per 20 volte il suo patrimonio personale, portandolo da circa 15 miliardi a quasi 300 miliardi di dollari. In netto contrasto, l'impatto per i lavoratori della classe media sarebbe marginale: Karp prevede che gli stipendi di questa fascia sociale potrebbero, nel migliore dei casi, raddoppiare nell'arco del prossimo decennio. Questa asimmetria non è un caso isolato, ma riflette un trend globale; i dati di Oxfam indicano che la ricchezza dei miliardari è cresciuta del 16% nel 2025, raggiungendo i 18,3 trilioni di dollari.
Un problema strutturale per la società
Karp definisce questa divergenza come un "problema per la società", ammettendo implicitamente che l'azienda da lui guidata — il cui valore di mercato ha raggiunto i 322 miliardi di dollari grazie alla domanda di AI — contribuisce a questo fenomeno. Il CEO ha espresso inoltre scetticismo verso l'entusiasmo eccessivo dei laboratori di AI, definendo "deprimente" e "disconcertante" l'operazione di marketing che sovrastima le capacità della tecnologia mentre i suoi creatori ne traggono profitti immensi.
La visione dei leader del settore
Il timore di una concentrazione sistemica della ricchezza è condiviso da altre figure chiave. Larry Fink, CEO di BlackRock, ha sollevato interrogativi durante il forum di Davos sulla sorte dei colletti bianchi, temendo che l'AI possa fare ai lavoratori intellettuali ciò che la globalizzazione ha fatto agli operai. In modo ancora più netto, Geoffrey Hinton ha attribuito questa tendenza non alla tecnologia in sé, ma al sistema capitalistico, dove l'AI diventa lo strumento ideale per sostituire la forza lavoro a favore dei proprietari del capitale.
Verso una reazione politica
La tensione sociale sta già emergendo in diverse forme, come dimostrato dai rischi di sciopero dei lavoratori Samsung in Corea del Sud per la spartizione dei profitti dell'AI. Karp stesso ha ipotizzato che, a causa della crescente reazione politica contro l'accumulo di ricchezza, potremmo assistere a una nazionalizzazione completa delle aziende che sviluppano intelligenza artificiale per evitare il collasso della coesione sociale.
Impatto sul mercato italiano
Sebbene Palantir operi principalmente in ambito governativo e commerciale globale, il rischio di una "svuotamento" della classe media colpita dall'AI è particolarmente critico per l'Italia. Con un tessuto produttivo basato su PMI e una forte presenza di professionisti terziarizzati, l'automazione dei compiti cognitivi potrebbe accelerare la polarizzazione del reddito se non accompagnata da politiche di redistribuzione o programmi massivi di riqualificazione professionale.
