L'ecosistema delle telecomunicazioni spaziali sta vivendo una fase di accelerazione senza precedenti, spostando l'obiettivo dai terminali dedicati alla connettività trasparente per i dispositivi di massa. In questo scenario, la startup barcellonese Sateliot sta ridefinendo la propria strategia industriale, cercando di raccogliere fino a 150 milioni di euro per trasformare l'attuale rete satellitare in un hub 5G accessibile direttamente dagli smartphone comuni.

Dal monitoraggio IoT alla connettività consumer

Fondata nel 2018, l'azienda ha inizialmente focalizzato le proprie risorse sulla connettività per l'Internet delle Cose (IoT), servendo sensori di utility e tracciatori logistici. Tuttavia, l'attuale piano di espansione segna un pivot strategico verso il mercato consumer. L'obiettivo è lanciare, entro l'inizio del 2028, satelliti di dimensioni maggiori capaci di trasmettere flussi video, chiamate vocali e dati 5G senza richiedere hardware aggiuntivo agli utenti finali.

Per sostenere questa transizione, Sateliot prevede di mettere in orbita 16 nuovi satelliti nel corso del prossimo anno. La roadmap tecnologica è supportata da una collaborazione strategica con Telefonica, fondamentale per l'implementazione dei collegamenti direct-to-device, e da accordi con altri operatori di rete per colmare i vuoti di copertura nelle aree remote.

La corsa all'autonomia europea

Spain’s Sateliot bags €6m to launch satellite constellation — https://www.siliconrepublic.com/start-ups/sateliot-funding-spanish-satellite-constellation-startup-5g-iot

L'iniziativa di Sateliot si inserisce in un contesto geopolitico e tecnologico più ampio, dove l'Unione Europea sta investendo massicciamente per mitigare la dipendenza dalle infrastrutture di Elon Musk. Con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) che impegna 22 miliardi di euro in tre anni, l'UE sta cercando di creare un ecosistema sovrano. La Commissione europea ha infatti proposto la riserva di specifiche frequenze radio per i player domestici, una mossa che potrebbe favorire Sateliot rispetto a joint venture con forti componenti statunitensi.

Mentre progetti come IRIS² si concentreranno inizialmente sulla banda larga, Sateliot mira a occupare la nicchia del direct-to-phone. Questa strategia è particolarmente attraente per gli operatori di rete che desiderano offrire servizi satellitari ai propri clienti senza doverli instradare attraverso reti controllate da entità esterne o competitor globali.

Un mercato in ebollizione

Sateliot crea un centre europeu de desenvolupament de satèl·lits 5G, a ... — https://www.elnacional.cat/oneconomia/ca/empreses/sateliot-crea-centre-europeu-desenvolupament-satellits-5g-barcelona_1511362_102.html

La competizione è globale e serrata. Oltre a Starlink, l'ingresso di Project Kuiper di Amazon sta alzando l'asticella della scalabilità. Parallelamente, il settore regolatorio si muove per facilitare l'adozione di queste tecnologie; recentemente la FCC ha valutato l'apertura di spettro non licenziato proprio per permettere a smartphone e sensori di collegarsi ai satelliti senza modifiche hardware.

Il successo di Sateliot dipenderà dalla capacità di chiudere il round di finanziamento — che potrebbe includere una quota di debito e co-finanziamenti pubblici fino al 50% — e dalla rapidità di implementazione della sua costellazione LEO, in un momento in cui la difesa europea sta già guardando con interesse a queste soluzioni per le comunicazioni militari.