La Commissione europea ha ridefinito l'equilibrio tra ambizioni ecologiche e sostenibilità economica, intervenendo su uno dei pilastri della sua strategia climatica. La proposta di revisione dell'EU Emissions Trading System (ETS) segna un rallentamento nel percorso verso la neutralità carbonica, concedendo alle industrie pesanti una maggiore flessibilità nelle emissioni di gas serra per i prossimi decenni.

Il rallentamento del tetto alle emissioni

Il cuore della modifica risiede nel cosiddetto fattore di riduzione lineare (LRF), ovvero il tasso con cui i limiti massimi di inquinamento vengono abbassati ogni anno. Mentre il piano originale prevedeva l'azzeramento delle emissioni entro il 2039, le nuove linee guida spostano l'obiettivo verso gli anni '40. Nello specifico, tra il 2031 e il 2035, il tasso di riduzione scenderà dal 4,4% al 3,7%, per poi crollare ulteriormente all'1,7% annuo dopo il 2036.

Questa manovra, secondo quanto riportato da Engadget, viene interpretata come una concessione alle lobby industriali, che lamentano una pressione insostenibile dovuta al contesto geopolitico ed economico attuale. Anche The Economist evidenzia come il timore per la perdita di competitività rispetto ai rivali globali abbia spinto Bruxelles a mitigare il costo del carbonio.

Permessi gratuiti e compensazioni esterne

Oltre al rallentamento del tetto, la Commissione ha deciso di prolungare l'assegnazione di quote di emissione gratuite fino al 2038, un sostegno diretto ai settori colpiti dalla tassa sul carbonio alle frontiere. Un'ulteriore novità riguarda l'introduzione, a partire dal 2036, della possibilità per le aziende di acquistare crediti di carbonio (offset) al di fuori dell'Unione Europea. Questa apertura potrebbe causare un calo dei prezzi delle quote, permettendo di fatto alle industrie di continuare a inquinare senza investire massicciamente nella riconversione tecnologica.

La risposta degli ambientalisti e il piano di elettrificazione

L'operazione non è passata inosservata dalle organizzazioni ecologiste. Il WWF ha espresso forti dubbi sulla possibilità di raggiungere i target legali del 2040, sottolineando che ogni allentamento nell'ETS dovrà essere compensato da tagli drastici in altri settori dell'economia. Parallelamente, la Commissione ha lanciato l'Electrification Action Plan, un programma volto ad accelerare il passaggio dai combustibili fossili all'energia verde attraverso l'abbattimento dei costi delle tecnologie di elettrificazione e il potenziamento della rete elettrica.

Tuttavia, come evidenziato da Politico, esiste il rischio che l'elettrificazione venga utilizzata come copertura retorica, poiché in alcune bozze del piano l'impatto reale sulle emissioni sarebbe stato menzionato solo marginalmente.

Impatto sul mercato italiano

Per l'Italia, Paese con un tessuto industriale fortemente basato su PMI energivore e settori manifatturieri pesanti, questa revisione rappresenta un sollievo finanziario immediato. La riduzione della pressione sui costi del carbonio e l'estensione dei permessi gratuiti potrebbero prevenire fenomeni di carbon leakage (delocalizzazione delle produzioni verso Paesi con norme meno stringenti), ma rischiano di rallentare l'adozione di tecnologie di rottura necessarie per la transizione ecologica a lungo termine.