Amazon ha presentato a Jesi, nelle Marche, il nuovo centro di distribuzione che l'azienda definisce il più grande centro robotico d'Italia e il secondo d'Europa. La struttura, costata oltre 180 milioni di euro, è già operativa e impiega 500 dipendenti assunti a tempo indeterminato. L'obiettivo dichiarato è arrivare a mille posti di lavoro entro tre anni.
La struttura si trova all'Interporto di Jesi e si estende su 225mila metri quadrati. Chi l'ha visitata descrive un sistema in cui sono gli scaffali a muoversi verso l'operatore e non il contrario: robot trasportano i contenitori fino alle postazioni di lavoro, riducendo i percorsi a piedi dei dipendenti e concentrando il lavoro manuale nelle fasi di prelievo e controllo.
Amazon presenta il progetto come un esempio di come l'innovazione tecnologica possa migliorare le condizioni di lavoro. Secondo l'azienda, sicurezza e accessibilità sono al centro della scelta. Il Country Manager di Amazon in Italia, Giorgio Busnelli, ha definito quello di Jesi un centro molto importante per la rete logistica del Paese.
Un dato dell'azienda riguarda la composizione della forza lavoro: nella rete logistica italiana di Amazon le donne rappresentano il 35% dei dipendenti, una quota ampiamente superiore alla media nazionale del settore dei trasporti e della logistica.
Il polo si inserisce in una strategia più ampia. Amazon sta automatizzando la logistica anche in altri modi, dalla rete di droni Prime Air, che punta a coprire quasi 500 città americane entro fine anno, all'uso di robot e sistemi di automazione nei magazzini, già richiamati in precedenti analisi di AlexTech.
Per l'Italia la notizia è duplice: un investimento industriale di grande scala in una regione lontana dai poli logistici del Nord, e un modello di lavoro in cui robotica e occupazione crescono insieme. Resta da vedere quanto rapidamente il target dei mille posti verrà raggiunto nei prossimi tre anni.

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