L'ecosistema x86 si prepara a un'ulteriore evoluzione verso architetture eterogenee più complesse. AMD ha recentemente sottoposto una serie di patch al kernel Linux che introducono il supporto per una nuova classificazione di processori: i core Low Power. Questa mossa suggerisce che il produttore stia pianificando una strategia di segmentazione dei core più spinta per le future generazioni, in particolare per l'imminente architettura Zen 6.
Oltre i core Performance ed Efficiency
Fino ad oggi, la gestione della topologia x86 nel kernel Linux prevedeva principalmente la distinzione tra core di tipo Performance (P-core) e Efficiency (E-core). Secondo quanto riportato da Phoronix, l'integrazione di questa terza categoria permetterà al sistema operativo di identificare e gestire core specificamente progettati per il consumo minimo, ottimizzando la distribuzione dei carichi di lavoro in base all'efficienza energetica richiesta.
Dettagli tecnici e obiettivi di Zen 6
Le informazioni emerse dalle patch indicano che questi nuovi core, potenzialmente denominati Zen 6LP, saranno focalizzati sulla gestione dei task in background. Secondo le analisi di WebProNews, ogni singolo core di questo tipo potrebbe consumare meno di 1W, mantenendo comunque prestazioni interessanti, stimate tra il 65% e il 75% dell'IPC (istruzioni per ciclo) di Zen 5.
L'obiettivo primario è quello di estendere significativamente l'autonomia delle batterie nei laptop e ridurre il footprint energetico nei server, seguendo un percorso di design ibrido simile a quello intrapreso da Intel con le sue soluzioni più recenti. Come evidenziato da PC Gamer, questa strategia potrebbe rendere i futuri notebook Ryzen estremamente competitivi sul fronte dell'efficienza energetica.
Prospettive per il mercato hardware
L'introduzione di un terzo tipo di core non influirà solo sui laptop. La natura eterogenea dei futuri chip AMD potrebbe trovare applicazione anche in ambito server e potenzialmente in dispositivi di gaming portatili, dove la gestione dinamica della potenza è critica. La capacità del kernel Linux di distinguere tra tre diverse classi di core tramite il CPUID 0x80000026 rappresenta il primo passo software necessario per rendere operativa questa innovazione hardware su scala globale.
