La creazione della World Artificial Intelligence Cooperation Organization (WAICO) segna il passaggio di Pechino da una strategia di inseguimento tecnologico a una di leadership normativa. Annunciata durante la World AI Conference (WAIC) di Shanghai, l'organizzazione non è solo un forum tecnico, ma il pilastro di una struttura di governance parallela progettata per operare al di fuori dell'influenza occidentale.

Un blocco intergovernativo per il Global South

Firmata da 29 paesi fondatori, tra cui Russia, Indonesia e Pakistan, la WAICO mira a stabilire standard di sviluppo dell'AI che evitino il monopolio di una singola nazione. La strategia del presidente Xi Jinping si focalizza sull'espansione verso il Global South, offrendo 5.000 posti di formazione in AI e pianificando centri di cooperazione con l'Unione Africana, i BRICS e l'ASEAN. Questa mossa si inserisce in un contesto di competizione strategica dove Pechino promuove l'open-source come strumento per democratizzare l'accesso alla tecnologia e, contemporaneamente, erodere il primato degli Stati Uniti.

L'offensiva tecnologica e normativa

China proposes global cooperation body on AI_Latest — https://english.shanghai.gov.cn/en-WAICLatest/20250726/54fe55779ead485a8d71fafc68ff6c42.html

Il lancio di WAICO coincide con un momento di forte spinta industriale. La startup Moonshot ha rilasciato il modello Kimi K3 proprio in concomitanza con l'evento, confermando un trend di eccellenza nel coding che ha già sollevato preoccupazioni a Washington, come evidenziato da Kimi K3 supera i modelli USA nel coding e allerta Washington. Mentre gli USA centralizzano il controllo tramite programmi come Gold Eagle, la Cina punta a un'operatività rapida, estendendo l'influenza anche attraverso infrastrutture critiche e reti quantistiche per comunicazioni sicure.

Verso una frammentazione globale dell'AI

World AI conference in Shanghai showcases China’s tech prowess and ... — https://www.globaltimes.cn/page/202507/1339323.shtml?id=11

L'ambizione di Xi Jinping è chiara: definire le regole del gioco per un'AI che sia "sicura e controllabile", ma governata secondo i parametri cinesi. Questo approccio crea una frattura geopolitica profonda: da un lato l'ecosistema guidato dagli USA, dall'altro un blocco coordinato da Shanghai. La tensione è alimentata anche dalla guerra dei prezzi, che sta spingendo molte aziende a preferire le API cinesi per i costi ridotti, facilitando l'adozione di standard tecnologici orientali a livello globale.

Impatto sul mercato italiano

L'emergere di un ordine parallelo dell'AI complica la posizione delle aziende europee e italiane. Mentre l'Italia investe nella propria sovranità tecnologica con AI Foundry Peano, la pressione commerciale delle API cinesi e l'attrattiva dei nuovi standard WAICO potrebbero creare un conflitto tra la conformità al GDPR e l'efficienza economica dei modelli orientali, costringendo i decisori IT italiani a una scelta strategica tra due ecosistemi divergenti.