L'ambizione dell'Unione Europea di raggiungere l'autonomia tecnologica rischia di scontrarsi con una realtà strutturale immodificabile nel breve periodo. Nonostante l'intensificazione dei sussidi per la produzione domestica di semiconduttori e una retorica focalizzata sulla sovranità, l'Europa rimane profondamente legata all'ecosistema software e infrastrutturale degli Stati Uniti. Secondo l'analisi di Forrester, la corsa all'indipendenza tecnologica ha già decretato due vincitori assoluti: Cina e Stati Uniti, lasciando il resto del mondo a negoziare i termini della propria dipendenza.
Il divario dell'indice di sovranità
Il Tech Sovereignty Index di Forrester, che valuta variabili critiche come gli investimenti in AI, la capacità dei data center, il talento tecnico e l'infrastruttura cloud, evidenzia un distacco netto. Mentre Cina e USA registrano punteggi di sovranità rispettivamente dell'82% e del 79%, l'Europa fatica a colmare il gap. La costruzione di nuove fabbriche di chip (fab) è un passo necessario, ma insufficiente se non accompagnato da una reale autonomia negli strati superiori dello stack tecnologico. La mancanza di capacità locale e gli elevati costi economici rendono i provider cloud americani ancora troppo competitivi per essere sostituiti rapidamente.
Oltre l'hardware: il nodo del software e dell'AI
Il problema non è solo fisico, ma sistemico. La dipendenza dai giganti del cloud e dalle piattaforme software statunitensi crea un rischio di vulnerabilità strategica, spesso descritto come l'esistenza di un "interruttore di spegnimento" (kill switch) esterno che potrebbe paralizzare servizi critici. In questo contesto, l'UE sta tentando di reagire con nuove normative per stimolare la concorrenza, come dimostrato dal caso in cui la Commissione ha imposto a Google l'apertura di Android per favorire gli assistenti AI rivali.
Tuttavia, l'analisi suggerisce che la strada verso l'uscita sia estremamente stretta. Anche quando grandi aziende europee tentano il salto — come nel caso di Airbus che sta migrando applicazioni critiche verso Scaleway per garantire il controllo dei dati — l'inerzia del mercato spinge ancora verso i grandi hyperscaler. Questa tendenza alimenta il rischio di una centralizzazione estrema, dove pochi giganti processano la maggior parte del traffico internet globale, minando la resilienza dell'intera infrastruttura digitale.
Tra regolamentazione e pragmatismo
L'Europa si trova in un dilemma: spingere per una sovranità totale o accettare alleanze strategiche per colmare i vuoti tecnologici. Mentre alcuni esperti avvertono che l'eccessiva regolamentazione e i costi energetici potrebbero allontanare gli investitori, altri vedono nell'elaborazione on-device una via di fuga. Spostare l'intelligenza artificiale dal cloud ai dispositivi locali, come suggerito dai trend sugli AI PC, potrebbe ridurre la pressione sulle bollette cloud e limitare l'esposizione verso i provider esteri.
Impatto sul mercato italiano
In Italia, questa tensione tra dipendenza globale e aspirazioni sovrane trova un riscontro concreto in realtà che puntano a offrire alternative locali. Il recente piano industriale di Netalia per il cloud sovrano rappresenta esattamente il tentativo di creare nicchie di autonomia per le imprese e la pubblica amministrazione, cercando di sottrarre quote di mercato ai giganti americani in un contesto dove la sovranità dei dati è diventata una priorità politica e di sicurezza.
