Il sogno del videogioco istantaneo, accessibile ovunque senza l'ausilio di hardware costoso, sta subendo una brusca correzione di rotta. Microsoft e Amazon hanno aggiornato le proprie strategie per il cloud gaming quasi in contemporanea, ammettendo implicitamente che l'adozione di massa prevista anni fa non è avvenuta. Mentre la prima punta a abbattere le barriere economiche tramite l'inserimento di pubblicità, la seconda tenta di risolvere un problema di visibilità fondendo il proprio servizio con l'ecosistema Prime Video.

La scommessa di Xbox sugli annunci

Microsoft sta testando un nuovo modello per Xbox Cloud Gaming attraverso il programma Xbox Insiders. L'esperimento permette agli utenti di trasmettere titoli che già possiedono gratuitamente, a patto di accettare sessioni limitate a un'ora e la visione di blocchi pubblicitari, che secondo alcune segnalazioni della community possono durare fino a due minuti prima dell'accesso alla coda di streaming.

Questa mossa ricalca la strategia adottata da Netflix per i suoi piani economici: se l'utente non è disposto a pagare un abbonamento, può "pagare" con il proprio tempo. L'iniziativa si inserisce in un periodo di forte ristrutturazione per la divisione Xbox, guidata da Asha Sharma, che ha recentemente tagliato il 20% della forza lavoro e rivisto i prezzi degli abbonamenti. L'obiettivo è offrire alternative più accessibili in un contesto dove l'hardware diventa sempre più oneroso, come evidenziato dal rischio di un mercato che esclude i giocatori a causa dei costi di produzione crescenti.

Amazon Luna cerca rifugio in Prime Video

Per Amazon, il problema non è stato tanto l'interesse per i contenuti quanto la scoperta del servizio. Amazon Luna è stato quindi integrato direttamente all'interno di Prime Video, con l'aggiunta di una scheda "Giochi" accanto a film e serie TV. L'idea è intercettare i giocatori occasionali che non possiedono una console o un PC da gaming, offrendo oltre 50 titoli senza costi aggiuntivi per gli abbonati Prime.

Jeff Gattis, responsabile del gaming in Amazon, ha chiarito che l'azienda non mira a sfidare direttamente i giganti come PlayStation o Steam, considerando i giocatori core già "sovraserviti". La strategia punta invece a un pubblico di massa, simile alla scommessa che Google aveva tentato con Stadia prima della chiusura nel 2023.

Il muro invalicabile della fisica

Nonostante l'innovazione nei modelli di business, il cloud gaming continua a scontrarsi con un limite tecnico fondamentale: la latenza. Nessun cambio di interfaccia o piano tariffario può eliminare il ritardo di risposta causato da connessioni internet instabili. Microsoft ha tentato di mitigare questo problema investendo in hardware dedicato, come il nuovo controller tascabile con Wi-Fi Direct, ma la sfida rimane strutturale.

L'abbandono delle strategie originali da parte di Microsoft e Amazon suggerisce che il cloud gaming non sostituirà l'hardware nel breve termine, ma si evolverà in un servizio complementare o in una vetrina per l'acquisizione di nuovi utenti.