Il mercato delle console domestiche sta attraversando una fase di forte contrazione. Secondo i dati aggiornati a luglio 2026 forniti da S&P Global Market Intelligence Kagan, le spedizioni globali di hardware per il gaming dovrebbero scendere a 33,9 milioni di unità, segnando un calo del 19,5% rispetto all'anno precedente.

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La crisi dei componenti e l'impatto sui prezzi

La causa principale di questo declino è legata a una persistente crisi nell'approvvigionamento di RAM e storage. Per compensare i costi crescenti dei componenti, i produttori hanno dovuto alzare i prezzi di vendita, rendendo le macchine meno accessibili per l'utente medio. Questo trend inverte la crescita registrata lo scorso anno, quando il lancio di Nintendo Switch 2 aveva spinto le spedizioni globali a 42,1 milioni di unità.

Sony e l'incertezza su PlayStation 5

La situazione di Sony è particolarmente critica. La PlayStation 5 ha visto un calo delle spedizioni a 17,1 milioni di unità nel 2025 e si prevede che scenderanno ulteriormente a 13,2 milioni nel 2026. L'aumento dei prezzi applicato ad aprile 2026 — che ha portato il modello base a 650 dollari e la versione Pro a 900 dollari — rende l'acquisto meno attraente per un hardware che ha ormai sei anni. L'analista Neil Barbour solleva dubbi sul fatto che l'attesa per Grand Theft Auto 6 possa compensare i costi elevati, ipotizzando un rilascio di PlayStation 6 solo nel 2028.

Nintendo e Microsoft tra luci e ombre

Nintendo, nonostante il successo iniziale di Switch 2, prevede un calo delle vendite del 16,9% nel secondo anno fiscale post-lancio a causa di un aumento del prezzo di 50 dollari e l'assenza di titoli "tentpole" immediati (il prossimo Pokémon Wind and Waves è previsto per la fine del 2027). Microsoft, dal canto suo, ha registrato con Xbox Series X|S i minimi storici di spedizioni annuali.

Prospettive future e trend di mercato

Le previsioni a lungo termine sono prudenti: own shipments potrebbero toccare il minimo di 27,1 milioni nel 2027, per poi risalire gradualmente a 37,4 milioni entro il 2030. La ripresa dipende interamente dalla risoluzione della crisi dei componenti, che permetterebbe di riportare i prezzi delle console next-gen in una fascia tra i 600 e gli 800 dollari. Questo scenario di instabilità hardware si inserisce in un contesto più ampio dove, come già evidenziato da Steam che domina il mercato gaming, il software e le piattaforme PC stanno guadagnando terreno a discapito delle console tradizionali.

Impatto sul mercato italiano

In Italia, dove la sensibilità al prezzo è storicamente elevata per l'hardware di fascia alta, i rincari di Sony e Nintendo rischiano di rallentare ulteriormente il rinnovo del parco macchine, spingendo i gamer verso soluzioni alternative come il PC gaming o l'abbonamento a servizi cloud.