La joint venture tra Fastweb e Vodafone ha presentato FASTCloud Open Source, un'evoluzione dell'infrastruttura cloud progettata per rispondere alle crescenti esigenze di autonomia tecnologica e sicurezza dei dati. Il progetto nasce con l'obiettivo di offrire un'alternativa concreta ai provider globali, focalizzandosi su architetture aperte e auditabili che permettano un controllo totale sui carichi di lavoro.
L'architettura basata su OpenStack
Il cuore tecnologico della piattaforma è OpenStack, una scelta strategica che permette di superare il problema del vendor lock-in. Secondo quanto riportato da Hardware Upgrade, l'adozione di standard open source garantisce che le aziende e gli enti pubblici non siano vincolati a un singolo fornitore, facilitando la portabilità dei workload tra diversi ambienti cloud.
Sovranità e conformità normativa
La nuova piattaforma è stata ingegnerizzata per allinearsi alle direttive della Commissione Europea in materia di sovranità digitale. Come sottolineato da Augusto Di Genova, Chief B2B Officer di Fastweb + Vodafone in un'intervista riportata da Hardware Upgrade, il sistema si basa su tre pilastri fondamentali: l'utilizzo di tecnologie aperte, la presenza di data center proprietari situati fisicamente in Italia e la possibilità di effettuare audit completi sull'infrastruttura.
Target e applicazioni strategiche
Il servizio si rivolge prioritariamente a due segmenti critici: le imprese e la Pubblica Amministrazione (PA). L'integrazione di architetture open source non solo potenzia la sicurezza e l'affidabilità operativa, ma apre anche nuove strade per l'implementazione di soluzioni di AI sovrana, dove il controllo sul dato di addestramento e sull'esecuzione dei modelli diventa un asset strategico per la protezione della proprietà intellettuale e delle informazioni sensibili.
Impatto sul mercato italiano
Il rilascio di FASTCloud Open Source si inserisce in un contesto normativo e strutturale complesso, dove la protezione dei dati strategici è diventata una priorità nazionale. L'iniziativa risponde direttamente alla necessità di ridurre la dipendenza tecnologica dall'estero, offrendo un'infrastruttura che rispetta i requisiti di localizzazione del dato e le specifiche richieste per la gestione dei servizi pubblici digitali nel Paese.

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