La Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) traccia una linea netta tra l'uso commerciale dell'intelligenza artificiale e la competizione artistica: mentre si apre la porta a licenze per l'uso legale sui social, il festival di Sanremo resta un territorio esclusivo per la creatività umana. A delineare questa strategia è Roberto Mazza, che in un'intervista chiarisce come l'industria musicale italiana stia cercando di bilanciare innovazione e tutela degli artisti.

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Licenze per i social, divieto a Sanremo

Secondo Mazza, l'approccio della FIMI prevede la possibilità di autorizzare l'uso dell'AI generativa attraverso licenze specifiche, rendendo legale la presenza di contenuti sintetici sulle piattaforme social. Tuttavia, per il festival più importante del panorama musicale italiano, la posizione è categorica: nessun brano creato interamente con l'AI potrà partecipare. Questa distinzione riflette la volontà di mantenere Sanremo come un palcoscenico dedicato all'ingegno umano, evitando che l'algoritmo sostituisca la performance artistica.

Il contesto internazionale e il caso australiano

La posizione italiana si inserisce in un dibattito globale sempre più acceso. In Australia, le classifiche ARIA hanno recentemente deciso di escludere i brani generati interamente dall'AI, una mossa scattata dopo il caso della cover di 'Like a Prayer' del DJ Josh Fawaz, che aveva raggiunto la quarta posizione nonostante le critiche per l'uso non dichiarato di strumenti sintetici. Anche in Irlanda del Nord, il fenomeno dell''AI slop' sta generando un forte backlash da parte di artisti e locali che si dichiarano 'zone AI-free'.

La sfida delle piattaforme di streaming

Le major e le piattaforme di streaming stanno adottando politiche sempre più restrittive. Deezer ha rivelato che oltre il 50% dei nuovi upload giornalieri è di origine sintetica, portando all'introduzione di rilevatori specifici per monitorare le playlist. Tidal ha invece scelto di bloccare i guadagni derivanti dalla musica generata da AI, taggando questi contenuti e privandoli delle royalty. In questo scenario, la FIMI si muove per garantire che l'Italia non diventi un'eccezione nel controllo della qualità e dell'autenticità musicale.

L'impatto sul mercato creativo italiano

La scelta di FIMI non riguarda solo la musica, ma l'intero ecosistema creativo. Come evidenziato dalle reazioni di grafici e designer in Europa, l'uso indiscriminato dell'AI minaccia la sostenibilità economica dei professionisti. La FIMI punta a creare un modello in cui l'AI sia uno strumento regolamentato e compensato, non una via di scarto per la produzione musicale. Questo approccio potrebbe influenzare altre nazioni europee, offrendo un esempio di come gestire la transizione digitale senza sacrificare l'integrità artistica.