Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha sollecitato il governo italiano a definire con urgenza le linee guida per l'adozione delle Tecniche di evoluzione assistita (Tea). L'appello, lanciato durante il Meeting di Rimini, arriva a pochi mesi dall'approvazione delle nuove norme europee sulle New Genomic Techniques (NGT), che hanno sbloccato il mercato per le colture editate. La richiesta non è solo tecnica: Giansanti vede nelle Tea uno strumento strategico per invertire la rotta del settore agricolo, trasformandolo da presunto colpevole delle emissioni a parte attiva della soluzione climatica.
Dalla teoria alla pratica in campo
Il nodo critico evidenziato dal vertice agricolo è il divario tra l'approvazione normativa europea e la capacità operativa nazionale. Giansanti ha sottolineato che, per sfruttare appieno il potenziale delle Tea, è necessario chiudere l'iter autorizzativo legislativo italiano e avviare sperimentazioni in pieno campo. L'obiettivo è accelerare l'introduzione di varietà resistenti a siccità e malattie, adattate alle nuove condizioni climatiche. Senza un quadro operativo chiaro da parte del governo, il rischio è che l'Italia perda la finestra di vantaggio competitivo offerta dalla recente regolamentazione UE.
Agricoltura 4.0 e ridefinizione degli orari
Oltre alle biotecnologie, il presidente di Confagricoltura ha rilanciato la necessità di finanziare nuovamente l'Agricoltura 4.0 nella prossima legge di bilancio, citando il legame diretto tra questi investimenti e la crescita della produttività. Giansanti ha inoltre aperto un fronte di discussione con i sindacati sulla ridefinizione degli orari di lavoro: in un contesto climatico sempre più estremo, la flessibilità operativa diventa una variabile di sopravvivenza per il settore. L'idea è che, se le condizioni ambientali impediscono l'intervento in determinati orari, il lavoro dovrà spostarsi altrove per garantire la continuità produttiva.
Il ruolo dell'agricoltura nella crisi climatica
La posizione di Confagricoltura si inserisce in un dibattito più ampio sull'impatto ambientale del settore. Giansanti ha respinto la narrazione che attribuisce all'agricoltura una responsabilità primaria nel cambiamento climatico, ricordando la drastica riduzione delle emissioni negli allevamenti e l'aggiornamento del parco macchine con trattori più efficienti. Il messaggio è chiaro: la scienza e l'innovazione digitale, dai droni ai sensori satellitari, sono gli unici strumenti in grado di garantire sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale contemporaneamente.

Commento generato dall'AI
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