Un malfunzionamento degli algoritmi di scansione automatica di Google ha colpito centinaia di siti ospitati su Blogger, bloccandone l'accesso o, in alcuni casi, eliminandoli definitivamente. L'incidente, iniziato il 4 agosto 2026, ha generato una ondata di falsi positivi basati sulla violazione della policy relativa a "Malware e contenuti simili dannosi", colpendo blog legittimi che non ospitano script malevoli.

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Il blocco della dashboard e il timer di eliminazione

Gli amministratori colpiti visualizzano un'icona a forma di lucchetto rosso nella dashboard, con l'avviso che il sito è stato rimosso per violazione delle linee guida della community. Il blocco impedisce qualsiasi operazione di gestione: non è possibile modificare i post, aggiornare le impostazioni o intervenire sui temi. La situazione è aggravata da un ultimatum: se l'utente non presenta un ricorso formale, il blog potrebbe essere cancellato permanentemente entro tre mesi.

Trigger anomali e instabilità del ripristino

Secondo le segnalazioni raccolte sui forum ufficiali di Google, l'attivazione del blocco sembrerebbe avvenire in modo imprevedibile, spesso subito dopo l'aggiornamento della homepage o la modifica del template. Alcuni publisher hanno riportato un ciclo frustrante di ripristini temporanei seguiti da nuove e improvvise cancellazioni. Sebbene alcuni utenti abbiano già recuperato i propri spazi dopo l'appello, la scala dell'evento è definita anomala dagli esperti del prodotto, poiché i falsi positivi solitamente non raggiungono tale volume.

Un ecosistema sotto pressione

L'episodio si inserisce in un periodo di forte tensione per l'infrastruttura sicurezza di Google. Recentemente, l'azienda ha dovuto gestire aggiornamenti critici per Chrome per colmare falle di memoria e ha affrontato critiche per l'instabilità di alcuni strumenti, come visto con il ritiro di Nano Banana 2 per prevenire deepfake satellitari. Mentre Google non ha mai reso pubblici i numeri esatti di Blogger, stime di terze parti suggeriscono che la piattaforma ospiti circa 200.000 siti, rendendo l'impatto di un errore sistemico potenzialmente vasto.