Gli organismi che governano internet si preparano più in fretta del previsto a un mondo in cui i computer quantistici potranno decifrare le informazioni cifrate. Lo ha detto a The Register John Crain, chief technology officer di ICANN, parlando a margine del meeting annuale dell'organizzazione a Bali.
Il rischio riguarda DNSSEC, l'estensione di sicurezza del sistema dei nomi di dominio che usa la crittografia a chiave pubblica per verificare l'autenticità dei record DNS. Secondo Crain, le previsioni che indicano computer quantistici commercialmente disponibili intorno alla fine del decennio hanno cambiato la sua valutazione dei tempi: "Anni fa avrei detto che dovevamo essere pronti in dieci anni. Ora forse è meno. Non so se siano tre o cinque anni, ma probabilmente non sono dieci".
Chiavi più grandi, DNS più pesante
La strada più ovvia per rendere DNSSEC resistente ai computer quantistici è usare chiavi più grandi. Il problema è che il DNS ha limiti precisi sulla dimensione dei messaggi. "Se andiamo verso chiavi più grandi, significa zone più grandi, pacchetti più grandi, risposte più grandi", ha spiegato Crain. In pratica, una risposta potrebbe dover viaggiare su più pacchetti TCP invece del singolo messaggio UDP che il DNS preferisce.
ICANN, l'IETF e gli altri organismi di governance hanno già avviato un lavoro preliminare su questo nodo. Crain prevede però che il passaggio da UDP a TCP richiederà alcuni anni: "Siamo probabilmente a qualche anno dalla possibilità di farlo in modo prevedibile". Il lavoro, ha aggiunto, "verrà accelerato".
La riforma dei registri regionali
A Bali il Register ha parlato anche con Jia-Rong Low, presidente della Number Resource Organization, che riunisce i cinque registri regionali di Internet: AFRINIC, APNIC, ARIN, LACNIC e RIPE NCC. Al centro c'è l'ICP-2, il documento che regola i RIR. La versione attuale descrive solo la formazione di un nuovo registro; la revisione in corso copre l'intero ciclo di vita, dalla nascita fino alla possibile revoca del riconoscimento, dopo le difficoltà incontrate da AFRINIC.
La bozza ha già attraversato diverse consultazioni pubbliche ed è considerata una bozza raccomandata. Low prevede che il testo finale sia pronto per la revisione entro la fine del 2026. Il nuovo documento individua quattro fasi: riconoscimento, audit, operazioni di continuità d'emergenza e revoca. Le ultime tre sono novità e attribuiscono a ICANN un ruolo di supervisore indipendente.
Domini affidabili, più truffe
ICANN classifica alcuni domini di primo livello come "Categoria 1", perché riguardano settori regolamentati, come .bank, .doctor e .university, oppure richiedono tutele particolari, come .sucks, che può favorire il bullismo. Siôn Lloyd, scienziato della sicurezza di ICANN, ha presentato i risultati di un'analisi: questi domini sono più spesso bersaglio di abusi DNS e presentano una probabilità di abuso superiore del 45% rispetto agli altri. Il loro volume complessivo di abusi è però generalmente più basso.
L'organizzazione sta lavorando a due politiche: una (PDP1) obbligherà i registrar a intervenire contro i titolari di domini che favoriscono gli abusi, l'altra (PDP2) regolerà la registrazione automatica dei domini.
Al meeting si è parlato anche del prossimo round di nuovi domini globali, che secondo alcuni interventi potrebbe diventare il modello per le future tornate, con cadenza più frequente e prevedibile, come ICANN ha già suggerito in passato.

Ancora nessun commento. Puoi essere il primo!