Il produttore cinese di memorie DRAM CXMT ha rifiutato la richiesta di fornitura avanzata da Apple, che cercava condizioni più convenienti rispetto a quelle offerte da Micron, Samsung e SK hynix. Lo stesso destino è toccato a un produttore taiwanese di server che chiedeva chip DDR5. Il rifiuto non riguarda la qualità dei prodotti, ma una scelta strategica precisa: dare priorità alla domanda interna cinese.
Secondo quanto riportato, CXMT ha già fornito chip a partner locali come Xiaomi, dimostrando di poter competere con i giganti coreani e americani. Il collo di bottiglia attuale è la capacità produttiva, che non riesce a tenere il passo della domanda interna. In questo contesto, accettare sconti per un cliente globale significherebbe sottrarre volumi ai clienti cinesi.

Immagine: sourcememorychips.com — https://www.sourcememorychips.com/products/cxdr4e8bm-cs-a
Secondo l'analista Wu Chin-jung, ex direttore generale di Microdrive Technology, questa rigidità fa parte di un piano più ampio per raggiungere l'autosufficienza cinese nella DRAM. Yole, con Huang Mao-yuan, ritiene che soddisfare la domanda interna potrebbe richiedere un decennio, ma l'obiettivo finale sarebbe che aziende come Huawei e Xiaomi non dipendano più da Samsung o SK hynix.
Il punto più debole resta lo sviluppo dell'HBM. CXMT è in ritardo, e le restrizioni statunitensi all'export le impediscono di ottenere macchine EUV, fondamentali per rese e packaging. Secondo quanto riportato, l'azienda avrebbe tagliato del 25% la propria offerta HBM.
Sul piano tecnologico, CXMT resta due generazioni indietro rispetto ai tre grandi produttori nell'HBM. Il recupero non sarà semplice, e per ora il primo obiettivo è soddisfare i clienti cinesi.

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