Per la prima volta nella storia dell'astronomia, gli scienziati hanno confermato l'esistenza di un'atmosfera attorno a un pianeta roccioso simile alla Terra situato nella zona abitabile della sua stella. Il protagonista è LHS 1140 b, un mondo con una massa circa 5,6 volte quella terrestre che orbita a soli 48 anni luce da noi. Questa scoperta non è solo un primato numerico: rappresenta la prova tangibile che i pianeti terrestri possono mantenere una copertura gassosa per miliardi di anni, un prerequisito fondamentale per la ricerca della vita.

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Il trucco dell'elio e il transito stellare

Il metodo di rilevamento si basa su un fenomeno fisico sottile: durante il transito del pianeta davanti alla sua stella, una parte della luce stellare filtra attraverso l'atmosfera planetaria. Il team di ricerca ha individuato un piccolo calo nell'intensità della luce a una specifica lunghezza d'onda infrarossa, corrispondente esattamente alla firma spettrale dell'elio. La presenza di questo gas leggero che "fugge" nello spazio è l'indicatore chiave dell'esistenza di un'atmosfera più densa e complessa. Sebbene non si sappia ancora se l'aria contenga ossigeno, anidride carbonica o vapore acqueo, la conferma della struttura atmosferica cambia radicalmente lo status di abitabilità del pianeta.

Sfida ai modelli sulla perdita atmosferica

Une atmosphère détectée sur LHS 1140 b relance totalement l'espoir de ... — https://amphisciences.ouest-france.fr/2025/12/une-atmosphere-detectee-sur-lhs-1140-b-relance-totalement-lespoir-de-trouver-de-la-vie-ailleurs/

La scoperta arriva in un momento cruciale per la comunità scientifica, che da anni discute se i nani rossi — stelle piccole e fredde come quella di LHS 1140 b — siano in grado di ospitare mondi abitabili. Queste stelle emettono radiazioni ad alta energia che, secondo i modelli precedenti, avrebbero dovuto strappare via le atmosfere dei pianeti vicini nel corso del tempo. Il fatto che LHS 1140 b abbia resistito, mentre il suo vicino più piccolo e meno gravitazionalmente vincolato (LHS 1140 c) sembra aver perso la propria, suggerisce che i pianeti possano trattenere le loro atmosfere molto più a lungo di quanto si pensasse. Questo risultato valida indirettamente i modelli predittivi come il software STEHM, che cerca di ottimizzare la caccia ai pianeti con atmosfere stabili.

Verso l'analisi della composizione chimica

LHS 1140b - A Habitable Super-Earth 39 Light Years Away? - YouTube — https://www.youtube.com/watch?v=4PVGe2GNbYc

La temperatura superficiale stimata di LHS 1140 b, prima della scoperta dell'atmosfera, era di circa -53 gradi Fahrenheit (circa -47 °C), un valore freddo ma potenzialmente compatibile con la presenza di acqua liquida grazie all'effetto serra. Il prossimo passo per gli astronomi sarà determinare la composizione completa dell'atmosfera e verificare la presenza di oceani. Come ha sottolineato Robin Wordsworth, professore a Harvard e supervisore della tesi dei principali autori: "Venti anni fa ci chiedevamo se esistessero altri pianeti terrestri. Ora sappiamo che almeno uno ha mantenuto la sua atmosfera".