Il ghiacciaio della Marmolada ha subito un arretramento medio di 23 metri nel corso del 2026, un dato che triplica la perdita registrata nell'anno precedente. La superficie totale è scesa da 92 a 83 ettari, segnando un nuovo record negativo di riduzione che vede il ghiacciaio perdere 9 ettari in un singolo anno. Questa accelerazione conferma la tendenza critica già evidenziata da precedenti anomalie termiche, come quelle che hanno reso l'estate 2026 nel Nord Italia peggiore della storica canicola del 2003, come riportato su AlexTech.ai.
I dati emergono dall'ottava edizione della Campagna Glaciologica Partecipata, un'iniziativa del Museo di Geografia dell'Università di Padova supportata da Arpav e dalla Fondazione Glaciologica Italiana. Secondo Mauro Varotto, responsabile scientifico della campagna, se le estati continueranno a presentare queste caratteristiche termiche, il ghiacciaio potrebbe avere solo una decina d'anni di vita.
Il collasso del fronte occidentale e il permafrost
La situazione più allarmante riguarda il fronte occidentale, dove in soli due anni è stato registrato un arretramento di 120 metri. La quota del fronte si è ormai stabilizzata sopra i 2.900 metri, a testimonianza di un ritiro verticale e orizzontale senza precedenti.
Sotto il profilo termico, Gianni Marigo di Arpav ha sottolineato che questa è stata l'estate più calda sulle Dolomiti almeno dal 1991. L'assenza di nevicate anche alle quote più elevate ha accelerato il degrado del permafrost. Un dato particolarmente critico proviene dalla stazione del Piz Boè, la vetta più alta del Gruppo del Sella: le misurazioni indicano che non è presente terreno gelato a nessuna profondità, un segnale di instabilità strutturale del suolo d'alta quota.
Un trend globale in accelerazione
Il dramma della Marmolada si inserisce in un contesto di crisi glaciologica sistemica. Mentre strumenti come IceBoost v2.0 permettono oggi di mappare i ghiacci globali con una precisione molto superiore, la realtà sul campo mostra un'accelerazione che i modelli faticano a contenere. Lo scioglimento accelerato non è limitato alle Alpi, ma si riflette in fenomeni globali come i record termici registrati nella penisola Antartica o l'impatto dei ghiacci groenlandesi sulle ondate di calore europee, dinamiche già analizzate su AlexTech.ai.

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