Inception ha lanciato Mercury 3, un grande modello linguistico basato sulla diffusione invece che sulla generazione token per token. È il modello più capace della sua famiglia e promette velocità molto elevate: secondo l'azienda raggiunge 1.068 token al secondo su GPU NVIDIA, con una finestra di contesto da 1 milione di token che permette di lavorare su documenti e basi di dati molto estesi.
La diffusione, usata finora soprattutto per generare immagini, produce il testo in più passaggi: il modello abbozza l'intera risposta e la affina progressivamente, invece di scrivere una parola alla volta. Il vantaggio dichiarato è la velocità, che conta molto per applicazioni come bot vocali o agenti in cui la latenza decide se un prodotto risulta utilizzabile.
Benchmark e confronti
Inception sostiene che Mercury 3 superi nei benchmark GPT-6 Luna e Claude Haiku 5.5, pur girando da quattro a otto volte più velocemente. Secondo il comunicato, il modello supera i due rivali nei test GPQA Diamond, IFBench e SWE-Bench Atlas. Il dato è dichiarato dall'azienda e non verificato da terzi. Lo stesso comunicato afferma che Mercury 3 è più di quaranta volte più grande del predecessore Mercury 1, mantenendo velocità comparabili.
Prezzi e disponibilità
Il prezzo standard è di 0,20 dollari per milione di token in input e 0,70 dollari in output. Durante il lancio è previsto uno sconto del 50%, che porta le tariffe introduttive a 0,10 e 0,35 dollari. Il modello è disponibile tramite l'API di Inception, OpenRouter, Baseten e Vercel, ed è compatibile con il protocollo delle API di OpenAI, quindi i team che usano già quello standard possono migrare senza riscrivere il codice.
Per il settore della finanza decentralizzata e dei contratti intelligenti, il modello viene proposto come strumento per audit e sintesi di dati su larga scala. Resta da vedere se le prestazioni dichiarate reggeranno negli usi reali.

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