Il primo impianto umano del sensore Phantom X è stato eseguito in Australia, al Cabrini Health di Melbourne. Il dispositivo viene posizionato sotto la pelle, sopra i muscoli del moncone, e trasforma i segnali elettrici generati da quei muscoli in comandi wireless per una protesi di arto.

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La logica è semplice: quando una persona prova a muovere le dita o il polso che non ha più, i muscoli residui producono comunque segnali elettrici. Il sistema li rileva, li interpreta e li traduce in comandi per una protesi compatibile, così che il movimento avvenga nello stesso modo di un arto intatto.

Una procedura ambulatoriale senza anestesia generale

Phantom Neuro Implants Neural Interface in Humans for the First Time official product photo

Immagine: X

I primi partecipanti sono stati impiantati in procedure ambulatoriali di circa un'ora ciascuna, senza anestesia generale. Secondo Phantom Neuro è un dettaglio che segnala la semplicità e la sicurezza dell'intervento, più vicino a un'operazione estetica che a una neurochirurgia. L'intervento è stato eseguito dal chirurgo plastico Michael Lo.

Lo studio si chiama CYBORG ed è uno studio di fattibilità precoce, pensato per valutare sicurezza, prestazioni e facilità d'uso di Phantom X in persone con perdita di un arto superiore. Le cure protesiche, la terapia occupazionale e i test sono affidati a ProMotion Prosthetics e Enable Rehab.

Phantom Neuro, azienda con sede ad Austin, Texas, sostiene che il metodo sia meno invasivo delle interfacce cervello-computer tradizionali, che richiedono di intervenire sul cervello. Anche su questo fronte il settore si muove rapidamente: di recente un impianto cerebrale a doppio bypass ha restituito movimento e tatto a un uomo paralizzato, mentre la Cina ha avviato un trial su una BCI a 128 canali. Phantom X punta invece sui muscoli che la persona già possiede.

Il passo successivo

L'azienda sottolinea che si tratta di una tappa clinica iniziale: Phantom X è un dispositivo sperimentale e non è approvato per uso commerciale. Le conclusioni su sicurezza, efficacia e capacità di migliorare il controllo delle protesi dipenderanno dalle valutazioni successive dello studio.