Il Consiglio dei supervisori di San Francisco ha approvato all'unanimità una moratoria di 45 giorni sui data center: durante la pausa, la città non potrà approvare nuovi impianti e il Planning Department dovrà studiarne gli effetti e preparare regole di lungo periodo. La misura, promossa dal supervisore Shamann Walton, attende ora l'azione del sindaco Daniel Lurie prima di entrare in vigore.
Il provvedimento riguarda tutta la città e chiede ai tecnici di valutare il consumo di energia e acqua, la qualità dell'aria, l'uso del suolo e le conseguenze per le comunità vicine. Il dipartimento dovrà inoltre formulare una definizione chiara di «data center», così da stabilire quali strutture ricadano nelle nuove regole. Walton ha indicato tra gli obiettivi anche una maggiore trasparenza sui consumi e un coinvolgimento dei residenti prima dell'approvazione dei progetti.
La moratoria potrebbe essere estesa fino a 22 mesi, secondo la normativa statale, se la città avrà bisogno di più tempo per completare l'esame. Entro novembre è prevista un'udienza per aggiornare i supervisori sui progressi del Planning Department e sulle sue conclusioni. L'ordinanza approvata è un provvedimento urbanistico temporaneo, non un divieto permanente: dopo la fase di studio, San Francisco potrà adottare controlli duraturi o decidere un'altra strada.
La pausa tocca i progetti in corso e quello di Dogpatch

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La misura può fermare l'espansione di strutture già presenti. Nel quartiere Bayview, il data center NOVVA aveva in programma di aumentare la propria capacità da 9 a 36 megawatt entro il 2028. A Dogpatch, invece, è stata presentata una richiesta di permesso per un nuovo impianto in 1215 Michigan St.; i lavori non sono iniziati. Un eventuale prolungamento della moratoria potrebbe quindi ritardare sia l'ampliamento sia il progetto proposto.
Il distretto di Walton comprende Bayview-Hunters Point, Visitacion Valley, Potrero Hill e Dogpatch, e ospita due dei sei siti cittadini di data center. Lunedì, alla riunione della commissione urbanistica e trasporti, più di una dozzina di persone ha sostenuto la moratoria. Arieann Harrison, residente a Bayview e direttrice esecutiva di un'organizzazione locale, ha richiamato i problemi di salute già affrontati dal quartiere in relazione agli impianti industriali presenti nell'area.
Il dibattito locale si inserisce in una serie di decisioni sullo sviluppo dei data center: a New York è stata introdotta una moratoria di un anno per i nuovi impianti hyperscale, mentre la California ha approvato norme che impongono ai centri dati di contribuire ai costi delle infrastrutture elettriche e idriche. In California, Oakley, Richmond e Gilroy hanno già adottato moratorie; Oakland e Hayward stanno valutando misure analoghe.
Per Walton, eletto nel 2018, la proposta è una delle sue ultime priorità da supervisore: il suo mandato termina a gennaio. Anche i tre candidati in testa nella competizione per succedergli sostengono una moratoria. Il prossimo passaggio formale è l'azione del sindaco; in seguito, la città avvierà lo studio e riferirà ai supervisori entro novembre.

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