L'integrazione della GenAI nel tennis professionistico sta delineando un confine netto tra chi vede l'intelligenza artificiale come un acceleratore di performance e chi ne dubita. Mentre alcuni atleti utilizzano i chatbot per l'analisi tattica, altri li impiegano come strumenti di auto-riflessione o gestione quotidiana, trasformando il modo in cui i campioni interagiscono con i propri dati.

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Analisi tattica e scouting degli avversari

L'uso dell'AI per lo studio dei competitor è uno dei punti più controversi del circuito. Bianca Andreescu ha confermato di trovare ChatGPT utile per scoutare avversari poco noti, cercando di estrarre pattern e punti deboli in tempi rapidi. Al contrario, atleti come Zizou Bergs considerano questi strumenti inaffidabili per l'analisi tecnica. Anche Jessica Pegula ha espresso curiosità verso questa tendenza, rivelando che suo marito utilizzi l'AI per generare report dettagliati sugli avversari, sollevando interrogativi sull'impatto competitivo di tali pratiche sul tour.

L'AI come specchio della personalità

Oltre al campo, la GenAI entra nella sfera privata per scopi di produttività e introspezione. Emma Raducanu ha condiviso un esperimento curioso: ha chiesto a ChatGPT di creare un "Chat Wrapped" — ispirandosi al formato di Spotify — per ottenere un'analisi della propria personalità basata sullo storico delle sue conversazioni. L'atleta ha descritto il risultato come "troppo accurato", evidenziando una concisione e una precisione che riflettono il suo approccio diretto alle domande.

Un panorama di utilizzi contrastanti

Il tennis si inserisce in un contesto globale dove l'AI è diventata onnipresente e versatile, sebbene rischiosa. Se da un lato i tennisti cercano vantaggi competitivi, altrove la tecnologia viene usata per scopi opposti: da pianificare fughe dopo furti di criptovalute a accelerare l'analisi di vulnerabilità cyber. Questa polarizzazione tra utility professionale e rischi etici è speculare a quella che si vive nel circuito ATP/WTA, dove l'AI oscilla tra essere un assistente per le email e uno strumento di spionaggio tattico.

Verso una data-driven revolution amatoriale

L'entusiasmo dei professionisti sta permeando anche il settore amatoriale. Negli Stati Uniti, con oltre 27 milioni di partecipanti, sta nascendo una corsa alla monetizzazione dei dati attraverso app che promettono analisi del colpo e della performance, cercando di replicare il modello sociale di Strava per il tennis. L'obiettivo è trasformare ogni partita in un set di dati analizzabili, portando la precisione dell'AI dal circuito pro ai campi comunali.