Gli agenti AI entrano nella ricerca di intelligenze extraterrestri. All'Allen Telescope Array, in California settentrionale, il SETI Institute e Breakthrough Listen hanno integrato sistemi agentici che possono orientare il telescopio, correggere i dati in arrivo e applicare modelli di AI al flusso di segnali, tutto a partire da una singola richiesta in linguaggio naturale.

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Secondo NVIDIA, il cuore del sistema è la capacità di elaborare i dati mentre arrivano. Il telescopio trasferisce direttamente nella memoria delle GPU fino a terabit al secondo di dati di sensori grazie alla libreria Holoscan, invece di accumularli su disco. Il framework di elaborazione del segnale CyberEther, sviluppato al SETI Institute, usa le librerie CUDA-X di NVIDIA per i calcoli. Il sistema può gestire 2,4 terabit al secondo su GPU RTX PRO 6000 Blackwell, con l'inferenza eseguita in loco, accanto allo strumento.

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A fare da regia è Nexus, un orchestratore web che offre agli agenti un'unica visione dello stato dello strumento, delle risorse di calcolo e delle pipeline. I ricercatori possono controllare la perdita di pacchetti, leggere gli spettrogrammi in tempo reale e riscrivere i blocchi di elaborazione del segnale, sempre con comandi in linguaggio naturale. Nel complesso, l'agente può muovere le antenne, calibrare e mettere a fuoco lo strumento, individuare ed eliminare gli errori nei dati e tracciare il risultato. Secondo NVIDIA, operazioni che richiederebbero a un team umano settimane o anni si concluderebbero in ore.

Il sistema ha già prodotto un risultato concreto: la prima rilevazione in tempo reale di una pulsar, una stella di neutroni che ruota velocemente ed emette impulsi regolari, nella Nebulosa del Granchio. Il prossimo passo è valutare modelli aperti, tra cui Nemotron, per i casi in cui contano di più la località dei dati e i tempi di risposta, e per osservatori che un giorno potrebbero operare offline sul lato nascosto della Luna.

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Andrew Siemion, titolare della cattedra Bernard M. Oliver per il SETI all'istituto e responsabile scientifico di Breakthrough Listen, ha commentato: «Quando i nostri nuovi osservatori agentici si spingeranno nell'universo, ciò che troveranno potrebbe avere molto più in comune con loro stessi che con gli esseri umani che li hanno creati». Per Siemion non si tratta di una minaccia: è «una svolta nella traduzione».

L'idea che una civiltà aliena sia molto più antica della nostra e abbia sviluppato forme di AI avanzate è già stata avanzata da alcuni scienziati. Su questa base, la ricerca del SETI si sta spostando verso sistemi che potrebbero riconoscere segnali estranei alla storia umana senza aspettare un'interpretazione manuale.