American Express taglierà circa il 5% della sua forza lavoro globale, pari a circa 3.500 posti, nell'ambito di un piano di ristrutturazione. Ad annunciarlo è stato venerdì il CEO Stephen Squeri, che ha presentato la mossa come un modo per rendere l'organizzazione più agile ed efficiente. Il taglio arriva nello stesso giorno in cui il gruppo ha alzato le previsioni di utile per il 2026, sopra le attese di Wall Street, e il titolo ha perso circa il 2,5% in apertura di seduta.
La società ha spiegato che l'obiettivo è ridurre i livelli manageriali, accelerare il processo decisionale e liberare risorse per gli investimenti. Il piano, come riportato dal Wall Street Journal, non specifica quali reparti o sedi saranno interessati. L'azienda ha però dichiarato che i tagli serviranno a riorganizzare le attività, e la CFO Christophe Le Caillec ha confermato a CNBC che l'intelligenza artificiale è uno dei fattori del cambiamento. Il gruppo, secondo Bloomberg, conta circa 78.000 dipendenti, e il calcolo del 5% porta alla cifra di 3.500 posizioni.

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Secondo quanto riportato dal Financial Times e da altre testate, Amex ha dichiarato che la riduzione è un tentativo di contenere una crescita dei costi che negli ultimi mesi aveva attirato l'attenzione degli investitori, dopo un forte aumento della spesa legato alla crescita del business. Il quadro economico resta solido: il gruppo ha registrato un rialzo degli utili trimestrali trainato soprattutto dalla spesa dei clienti più facoltosi e dalla transizione verso la carta Platinum, a canone più alto. Il paradosso è evidente: profitti in crescita e posti in calo.
Il caso non è isolato. Il giorno precedente Barclays ha annunciato un taglio di circa 5.000 posti, anch'esso attribuito in parte ai progressi dell'AI, e HSBC sta pianificando riduzioni nella divisione di wealth management britannica. Nel settore finanziario il fenomeno si accompagna a una tendenza più ampia: secondo i dati del tracker di Challenger citati da FounderReports, l'AI è stata indicata come motivo di 38.579 tagli di posti di lavoro negli Stati Uniti a maggio 2026, il 40% del totale mensile e il valore più alto da quando l'agenzia registra questa causale.

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Il contesto è quello di una finanza che sta già sperimentando la sostituzione di mansioni. Visa ha eliminato circa 2.600 posizioni a luglio, mentre DNB ha annunciato tagli per circa 400 posti nella divisione tecnologica. Anche il quadro di riferimento è complesso: come ha segnalato Gartner, una parte dei lavoratori sostituiti dall'AI potrebbe dover essere riassunta entro il 2029, a costi più alti, per recuperare competenze perse.
Per ora non sono stati indicati tempi precisi né un calendario di uscite. Resta da vedere come il gruppo gestirà la transizione e quanto l'intelligenza artificiale inciderà nei prossimi trimestri sui costi operativi che Squeri ha indicato come priorità.

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