Epic Games ha scelto di parlare più in dettaglio dell'uso dell'intelligenza artificiale generativa nel proprio lavoro di sviluppo. A rispondere alle domande è stato Marcus Wassmer, vicepresidente esecutivo dello sviluppo, che ha elencato con nomi e risultati concreti gli strumenti impiegati dall'azienda.

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"Ci sono diversi strumenti in uso, ma i più evidenti sono Claude Code e Codex con i modelli di AI che li alimentano", ha spiegato Wassmer. Gli strumenti, secondo quanto riferito, aiutano in ambiti molto diversi del lavoro di sviluppo. Tra i risultati più significativi citati c'è l'eliminazione quasi completa di un tipo di bug nella fase di "cooking" degli asset, che in modo non deterministico affliggeva i team da circa dieci anni. C'è poi l'accelerazione del lavoro di compressione degli shader, che ha ridotto in modo sensibile le dimensioni delle patch.

official image of Unreal Engine

Immagine: Alcatraz714 — https://github.com/Alcatraz714/Unreal-Engine-Cpp-Shooter-Game

Tra gli altri esempi, Wassmer ha citato la riscrittura di una parte rilevante del livello di rendering D3D12. Il lavoro, che un singolo ingegnere avrebbe impiegato tra tre e sei settimane, è stato completato in circa una settimana, con un miglioramento del tempo di CPU e meno bug. Gli strumenti sono usati anche per mantenere in buona salute le suite di test interne e per ampliarne la copertura.

Fortnite e il motore

Sul fronte di Fortnite, Wassmer ha parlato dell'aggiunta di un monitoraggio automatico della stabilità su PC, insieme ad analisi automatiche delle cause profonde dei problemi e alla generazione automatica delle correzioni. Secondo il vicepresidente, questi strumenti hanno accelerato la risoluzione di problemi che si trascinavano da tempo. Anche a livello di motore, Epic è riuscita a tentare "alcuni refactoring architetturali più ampi con l'AI" rispetto a quanto fosse possibile prima, grazie alla quantità di modifiche ai file richieste.

Wassmer ha inoltre confermato che la pratica del "vibe-coding" non riguarda solo il launcher dello Store, già in anteprima nei giorni scorsi, ma anche lo sviluppo di Unreal Engine. "Sì, stiamo facendo vibe-coding", ha detto. "Significa che i nostri ingegneri non scrivono più la maggior parte del codice, ma continuano a guidare gli strumenti per ottenere il risultato architetturale che vogliamo. Non stiamo generando il motore in un colpo solo: iteriamo con l'AI per rilasciare le funzioni che gli sviluppatori chiedono e per tenere il motore entro i limiti di memoria, prestazioni e scalabilità."

La giustificazione di Epic

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Immagine: community.gamedev.tv — https://community.gamedev.tv/t/unreal-engine-4-editor-interface/106057

Nell'intervista Wassmer ha anche spiegato perché, secondo Epic, non esistono alternative valide. Il ragionamento è quello diffuso nel settore: l'adozione dell'AI sta diventando generalizzata e l'azienda non può permettersi di restare indietro. "Siamo più preoccupati dei rischi di muoverci troppo lentamente che dello scetticismo verso l'AI", ha detto.

La posizione di Epic contrasta con quella di Tim Sweeney, CEO dell'azienda, che si è detto contrario all'obbligo per gli sviluppatori di dichiarare ai clienti l'uso di strumenti generativi. Il nodo, per ora, resta quello di un'azienda che rivendica pubblicamente l'uso dell'AI nel proprio lavoro interno, mentre altri studi preferiscono non esporsi.