ENGIE ha avvisato i clienti in Francia che alcuni dati personali sono stati acceduti senza autorizzazione attraverso uno strumento di vendita utilizzato da alcuni partner commerciali. Nelle comunicazioni inviate ai clienti, l'azienda parla di un «atto di malizia informatica» che ha colpito la piattaforma usata per proporre le offerte di luce e gas.

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Secondo i messaggi di notifica, i dati esposti comprendono nome, indirizzo postale, indirizzo email, numero di telefono, codice cliente, numero di contratto e identificativi della fornitura. Per i clienti dell'elettricità si tratta del punto di consegna (PDL), per quelli del gas del punto di misura e stima (PCE). Non sono coinvolti i dati bancari, e secondo l'indagine l'esposizione si limita ai recapiti e a parte delle informazioni contrattuali.

ENGIE sostiene che i propri sistemi informatici interni non sono stati compromessi. Un portavoce dell'azienda ha spiegato di aver bloccato l'accesso degli attaccanti, informato le autorità competenti e contattato i clienti coinvolti. Non sono stati resi noti il nome del partner o della piattaforma, il numero di clienti interessati, la data in cui è iniziata l'intrusione né quando è stata scoperta.

I dati, pur non includendo informazioni finanziarie, possono facilitare le truffe basate sull'impersonificazione. Anche in Danimarca un hacker ha usato password banali di un fornitore esterno per copiare i dati anagrafici di 8,8 milioni di persone, a ottobre. Chi conosce informazioni precise su un cliente può cercare di convincerlo a fornire altri dati o a effettuare pagamenti. Il numero di contratto da solo non dimostra però che chi chiama sia legittimo: indica soltanto che la persona ha accesso a un record esposto.

L'azienda invita i clienti a diffidare di richieste inattese di pagamento, password o dati personali, e a verificarle usando i contatti ufficiali ottenuti in modo indipendente. Gli esperti consigliano di accedere ai servizi solo tramite il sito o l'app ufficiale, non dai link ricevuti via email. Non ci sono al momento rivendicazioni da parte di gruppi ransomware e ENGIE non ha attribuito l'attacco a un gruppo specifico.