Fino a poco tempo fa mostrare un prototipo era il modo più semplice per attirare l'attenzione. Oggi molti sviluppatori indie ci pensano due volte. Il motivo sono i cloni generati con l'AI: strumenti di programmazione come Claude Opus 5.5 permettono di riprodurre in pochi giorni la meccanica di un gioco appena mostrato, e la versione copiata può uscire prima dell'originale.

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Il caso più esplicito arriva da Alliance Arts, lo studio dietro Drunken Goddess Reflux, un gioco ispirato al Russian roulette con una demone come avversaria. Il team aveva previsto una demo pubblica, collegata a Steam Next Fest, ma l'ha annullata. Nel post sui social, il team ha scritto che la demo poteva essere usata "per imitare o replicare rapidamente la presentazione e il gameplay del gioco con l'AI o altri strumenti", con il rischio che "tali opere vengano rilasciate prima del nostro lancio". Alla demo pubblica si è sostituito un test chiuso, accessibile solo a chi accetta regole precise su pubblicazione e streaming.

Il problema non riguarda solo i titoli piccoli. Digital Sun, lo studio di ReVamp, un "tower defensevania" previsto per marzo 2027, ha sostituito il playtest pubblico con uno ristretto su Discord, che partirà il 29 ottobre. Nel comunicato, lo studio spiega che "un grande build pubblico di ReVamp sembrava un rischio troppo alto". Anche gli sviluppatori di Spookitchen, un piccolo team coreano, hanno ritirato la demo il 20 ottobre dopo aver scoperto che qualcuno stava clonando il gioco con l'AI.

La preoccupazione ha radici precedenti. A marzo la sviluppatrice Freya Holmér ha mostrato sui social un prototipo di Tetris con un perno rotante, ma nei giorni successivi sono comparsi cloni che hanno reso giocabile l'idea prima di lei. "Ogni giorno c'era un nuovo clone", ha raccontato in seguito, aggiungendo però che ora l'attenzione attorno a quelle copie è molto minore e può lavorare con più calma.

Il dibattito interno alla comunità è acceso. Charlie Greenman, autore di uno dei cloni, sostiene di non aver fatto nulla di male: "Mi sembrava una creazione nuova. Una canzone che ne copia un'altra è copia?". Ivan Lago, di Howltide Games, ribatte che i giochi davvero originali non si copiano in una notte: "Se l'AI può copiare il tuo gioco in una notte, non era un gioco vero".

Intanto la situazione pesa sul modo in cui gli indie si promuovono. Come sintetizza lo sviluppatore Sosowski: "Non condividi il gioco, niente vendite. Lo condividi, ti viene rubato". Il lavoro di prototipazione, che fino a ieri serviva a raccogliere pubblico, rischia ora di esporre il progetto a chi lo copia più in fretta.