Google sta lavorando con la NASA a un robot pensato per assistere gli astronauti nelle missioni di lunga durata nello spazio profondo, dove le comunicazioni con la Terra arrivano con ritardi enormi. Lo ha annunciato Jim Kelly, vicepresidente di Google per il settore pubblico, in un post sul blog ufficiale pubblicato martedì.
Il progetto nasce dal Crew Medical Officer Digital Assistant (CMO-DA), un sistema di supporto alle decisioni mediche basato sull'intelligenza artificiale che Google sviluppa con la NASA dall'anno scorso. Il sistema gira in locale, cioè direttamente sui computer di bordo, e viene già testato su copie a terra degli apparecchi usati sulla Stazione Spaziale Internazionale. Questa scelta è dettata dai ritardi di comunicazione: su Marte un messaggio di andata e ritorno può richiedere fino a 44 minuti, rendendo impossibile un consulto in tempo reale.
Il robot sarebbe un aiutante del medico di bordo, non un sostituto. Oltre ai compiti sanitari, dovrebbe gestire carichi, logistica e attrezzature, dedicandosi alla manutenzione ordinaria quando non serve in infermeria. Kelly ha fatto un esempio: un astronauta con forti dolori alla schiena, forse causati da un calcolo renale, potrebbe vedere il robot preparare un ecografo mentre il medico interpreta l'esame e decide la cura. L'obiettivo dichiarato è controllarlo con comandi vocali semplici, sempre sotto la supervisione diretta dell'equipaggio.
Il progetto è ancora in fase di proof of concept. La NASA accelera anche sul fronte lunare: il primo allunaggio con astronauti è previsto nel 2028, con una base permanente al polo sud entro il 2032. Google ha testato i movimenti del robot con il simulatore fisico MuJoCo di DeepMind e, nei primi test di laboratorio, il sistema ha riuscito a localizzare e spostare una borsa medica nell'85% dei casi. Non esiste ancora una versione integrata e pronta per lo spazio. Il JPL sta inoltre adattando alla navigazione del robot strumenti di consapevolezza situazionale nati per tracciare oggetti in orbita.
Google ha rimandato le domande alla NASA, che non è entrata nei dettagli e si è limitata a dire di lavorare a diversi progetti di intelligenza artificiale per le sue missioni, valutandone con i partner le applicazioni future.

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