Il 55% dei token consumati dall'intelligenza artificiale in Cina finisce nella generazione di short drama e video. Lo dichiara la società quotata Chinese Online (中文在线) in un documento di investor relations, dove indica che il 24% va all'e-commerce e alla pubblicità, mentre solo il 15% va allo sviluppo software. Il dato, rilanciato sui social, ha alimentato la polemica sull'idea che «metà del calcolo cinese serva a fare drama».
Il token è l'unità elementare con cui un modello elabora testo, immagini o video, e il suo consumo misura il lavoro effettivamente svolto dall'AI. Secondo la società, il settore dei drama consuma più token perché richiede generazione video rapida e un turnaround molto veloce. Nei drama con attori sintetici, poi, il consumo è due o tre volte quello delle serie animate, perché la produzione genera e scarta molte inquadrature prima di ottenere quella richiesta dal regista.

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Il contesto è quello di un mercato enorme. Secondo un rapporto dell'Development Research Center dell'amministrazione radiotelevisiva cinese, nel 2025 il mercato globale dei micro-drama ha superato i 18 miliardi di dollari, con la Cina sopra i 14 miliardi, cioè il 77,78% del totale. Nei primi otto mesi del 2026 sono andati online in Cina 430mila micro-drama, tredici volte l'intero 2025. Nelle stesse settimane, come raccontato da AlexTech, la quota generata interamente dall'AI aveva già raggiunto il 95% dei titoli del primo trimestre.
La cifra, però, è contestata. Il portavoce di Doubao, l'assistente di ByteDance, ha scritto sul suo profilo Weibo che la percentuale è «non attendibile»: nel gruppo, ha detto, solo circa il 10% del calcolo totale va alla generazione di video. La fonte della smentita è un account aziendale, quindi resta una dichiarazione di parte, mentre il dato originale proviene da un documento della società. ByteDance non ha chiarito come si divide il restante 90% del calcolo. Il gruppo è però uno dei principali attori della filiera: secondo una ricerca di Nomura citata dalla stampa, il suo modello Seedance è usato in circa l'80-90% delle produzioni AI di drama.

Immagine: Wikipedia
La questione tocca anche il giudizio sul valore della corsa cinese all'AI. Alcuni commentatori hanno letto il dato come segno di uno sviluppo sbilanciato sull'intrattenimento. Il quotidiano del Partito, il People's Daily, ha replicato che il consumo di token misura il flusso di mercato, non il bilancio complessivo dell'industria, e che la generazione video serve anche ad addestramento industriale e simulazioni per la guida autonoma.

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