Peter Steinberger, creatore di OpenClaw e membro dello staff tecnico di OpenAI, stima di aver speso circa 10 milioni di dollari in token per far girare carichi di lavoro di intelligenza artificiale nel solo mese scorso. A pagare, almeno secondo quanto emerso durante l'evento, sono gli investitori.
La cifra è emersa mercoledì al Cloudflare Connect 2026, a San Francisco, nel corso di una conversazione con il CTO di Cloudflare, Dane Knecht. Quest'ultimo ha ricordato che Steinberger ha ammesso di disporre di un budget di token «virtualmente illimitato», cosa che non tutti i presenti in sala possono permettersi. Davanti allo stupore del pubblico, Steinberger ha precisato: «Quello che la gente non sempre capisce è che non tutto quel consumo è utile». Una frase che, più che rassicurare, ha alimentato il brusio in sala.

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Nel prosieguo del dialogo, Steinberger ha indicato nell'infrastruttura il problema principale: «Perché questo gira ancora sul mio computer? Non dovrebbe essere tutto nel cloud?». Il tema dei costi resta però centrale per chiunque non disponga di fondi di venture capital. Gli agenti ospitati nel cloud possono essere molto costosi, e la questione di eseguire tutto in locale si pone con forza.
Knecht ha poi collegato il discorso al problema dei contributi open source: molti manutentori hanno smesso di accettare pull request a causa della frustrazione per il cosiddetto «AI slop», cioè il codice generato in serie e di scarsa qualità. Secondo Steinberger, il modo in cui vengono gestite le pull request deve cambiare, perché chi le invia non spiega come è arrivato alle modifiche proposte. «Se vedo il tuo ragionamento, come sei passato dal punto A al punto B, la mia fiducia nel risultato è molto più alta rispetto a quando mi si consegna il lavoro finito», ha detto.
Sulla diffusione degli agenti, Steinberger non immagina centinaia di agenti per ciascuno: «Penso che ognuno avrà una forma di intelligenza che funziona e pensa al suo fianco durante la giornata, o che prevede cosa potrebbe aiutarti in futuro».
L'ultimo nodo riguarda la fiducia e i dati da affidare a un agente. Steinberger riconosce che una parte della questione dipende da quanto ci si fida del modello sottostante, perché gran parte del suo comportamento non è governata dall'harness, il codice che avvolge il modello. Anche con i rischi come la prompt injection in parte ridotti dall'ingegneria, «potresti non voler dare al tuo agente tutti i permessi». La sua proposta è usare un altro agente per autorizzare il primo: «Un agente che concede o nega i permessi, e che poi negozia con un altro agente. Spesso gli agenti dicono: aspetta, forse non dovrei farlo, oppure esiste un modo più semplice che resta entro i limiti». Secondo Steinberger, la combinazione dei due sistemi aumenta molto la sua fiducia nel lasciar operare l'agente senza freni.

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