Tesla ha deciso di spostare a fine 2027 la consegna dei robot umanoidi Optimus ai clienti esterni. Lo ha detto Elon Musk durante la conference call sui conti del terzo trimestre 2026, indicando tre questioni ancora da risolvere prima di quella data: l'intelligenza artificiale, la progettazione elettromeccanica e l'affidabilità, inclusa la durata nel tempo.
La produzione è già partita nello stabilimento di Fremont, in California, dove un tempo venivano assemblate le Model S e X. La maggior parte della linea, progettata per un milione di robot l'anno, è installata, ma Musk prevede che servirà almeno un anno, forse di più, per arrivare a circa 20.000 unità a settimana, perché parti del design stanno ancora cambiando. Tesla definisce i robot che escono dalla linea «i primi robot di qualità di produzione mai realizzati», un'affermazione che implica che quelli precedenti non lo fossero.
Le mani, il nodo più difficile

Immagine: robohub.app — https://robohub.app/robots/tesla-optimus-gen2
Un ingegnere di Tesla ha indicato la mano come una delle aree hardware più complesse, insieme a ingranaggi personalizzati che ancora presentano problemi di affidabilità. Musk ha confermato che è il punto principale: le dita devono essere abbastanza morbide da maneggiare oggetti delicati e allo stesso tempo resistere all'usura continua, cosa che un robot non può fare come la pelle umana, che si rigenera.
Sul fronte dell'AI, Tesla lavora ancora sull'architettura. Non disponendo di una flotta di robot che raccolga dati come fanno le auto per il FSD, prevede di costruirne tra 10.000 e 20.000 e di farli esercitare in quello che chiama Optimus Academy. Il chip AI5 dovrebbe arrivare sul robot intorno ad aprile 2027.
Calendario che scivola
Le scadenze si sono già spostate più volte. Nel 2024 Musk aveva indicato il 2025 per un uso interno e il 2026 per la produzione di massa destinata ad altre aziende. Nel gennaio 2025 aveva parlato di circa 10.000 robot costruiti quell'anno, con «diverse migliaia» in lavoro utile entro fine anno, obiettivo poi ammesso come non raggiunto. Musk ha promesso anche un video di Optimus entro uno o due mesi che mostri compiti non preprogrammati.
Chi è avanti?
Musk ha dichiarato che, per quanto ne sa, «non c'è nessuno che sia anche solo vicino a Tesla» nei robot umanoidi generalisti. Le dimostrazioni dei concorrenti raccontano un'altra storia. XPeng ha mostrato IRON, con oltre l'80% dei processi core automatizzati, e prevede la produzione di massa entro fine 2026 e le consegne nella prima metà del 2027, a tempi simili o leggermente anticipati rispetto a quelli di Tesla. Anche XPeng non ha ancora consegnato un robot a un cliente pagante.
Boston Dynamics ha avviato la produzione dell'Atlas elettrico a gennaio e dichiara già impegnate tutte le consegne del 2026, tra cui quelle a Google DeepMind. A settembre ha aperto un centro di addestramento nello stabilimento Hyundai in Georgia, dove Atlas impara a sistemare i componenti sulla linea di montaggio. Hyundai prevede di impiegare 25.000 robot nei suoi impianti nei prossimi anni. Il produttore ha scelto pinze robuste per i pezzi industriali, invece di una destrezza simile a quella umana: meno spettacolare in una demo, ma un modo per aggirare il problema che frena Tesla.
Il quadro che emerge è comune a tutto il settore: mani che reggano il lavoro reale, robot abbastanza affidabili da ripagarsi e un'AI capace di gestire compiti per cui non è stata addestrata. Nessuno ha ancora risolto la generalizzazione, Tesla compresa. La differenza è che Tesla ha chiesto di credere alla sua tabella di marcia senza ancora mostrare un lavoro autonomo, e il video promesso nei prossimi mesi sarà la prima verifica concreta.

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