La Commissione Europea ha chiuso l'accordo di implementazione con il consorzio SpaceRISE, segnando il passaggio della costellazione IRIS² dalla fase di progettazione al dispiegamento su larga scala. L'aggiornamento strategico prevede l'aggiunta di 66 satelliti nell'orbita bassa (LEO), portando il numero totale di unità a 348. Questa espansione mira a incrementare la capacità dei servizi governativi sicuri del 60% all'interno dell'UE e del 54% esternamente, accelerando la disponibilità di infrastrutture critiche per difesa e sicurezza.
Un investimento che sale a 15,6 miliardi di euro
Il costo complessivo del programma ha subito un incremento significativo, raggiungendo i 15,6 miliardi di euro, con un aumento del 47% rispetto alla stima di 10,6 miliardi prevista a dicembre 2024. La ripartizione finanziaria vede un contributo di 11,6 miliardi da parte della Commissione e dell'Agenza Spaziale Europea (ESA), mentre il consorzio SpaceRISE investirà 4 miliardi. Per coprire l'extra-budget, Bruxelles attingerà al prossimo quadro finanziario pluriennale (2028-2034) e a contributi diretti degli Stati membri. Spagna e Polonia hanno già confermato investimenti rispettivamente tra 1,6 e 2 miliardi di euro e circa 750 milioni di dollari.
Architettura multi-orbita e leadership industriale

Op-ed | Responsible satellite operations in the era of large ... — https://spacenews.com/op-ed-responsible-satellite-operations-in-the-era-of-large-constellations/
La rete manterrà i 18 satelliti in orbita media (MEO) e integrerà l'espansione della shell LEO ad alta quota (circa 1.200 km). All'interno del consorzio guidato da Eutelsat, SES e Hispasat, quest'ultima è stata nominata appaltatore principale per l'infrastruttura delle antenne e i sistemi di controllo, un progetto dal valore superiore a 1,6 miliardi di euro. Eutelsat coordinerà invece il segmento LEO.
Verso l'indipendenza infrastrutturale
Il progetto rappresenta il tentativo concreto di contrastare la dipendenza da provider esteri, un rischio già evidenziato dal recente attacco hacker che ha sottratto 350 GB di dati alla Commissione tramite AWS. In parallelo, l'UE ha aperto un bando da 20 milioni di euro per industrializzare terminali satellitari europei, cercando di colmare il gap produttivo nell'hardware di terra. Nonostante l'accelerazione dei servizi, i lanci rimangono fissati per il 2029, in un contesto dove l'Europa rischia l'irrilevanza nel calcolo orbitale rispetto a SpaceX e Cina.

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