La logistica dei materiali rappresenta l'ostacolo principale per la sopravvivenza di una colonia su Marte, poiché trasportare tonnellate di acciaio e alluminio dalla Terra è economicamente insostenibile. Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell'EPFL in Svizzera dimostra che è possibile risolvere questo problema trasformando asteroidi selezionati in hub di rifornimento strategici, utilizzando tecnologie di propulsione già esistenti.

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Asteroidi M-type come depositi di metalli

La ricerca si concentra sugli asteroidi di tipo M, ricchi di ferro e nichel, che potrebbero fornire le materie prime necessarie per costruire habitat e macchinari senza dipendere dai lanci terrestri. Mentre l'estrazione locale su Marte è considerata energivora e a bassa resa, il modello computazionale dell'EPFL ha analizzato migliaia di rotte per identificare i corpi celesti che richiedono il minor dispendio energetico per il trasporto verso il Pianeta Rosso.

Carburante prodotto in situ dagli asteroidi C-type

L'elemento chiave per rendere sostenibile la catena di approvvigionamento è l'uso degli asteroidi carboniosi (C-type). Questi corpi contengono ghiaccio d'acqua e carbonio, che possono essere convertiti in propellente per razzi direttamente nello spazio. Questa strategia permetterebbe alle sonde di non trasportare tutto il carburante per il ritorno dalla Terra, riducendo drasticamente la massa al lancio e i costi operativi.

Verso un'economia industriale extraterrestre

L'approccio segna un cambio di paradigma: l'estrazione mineraria spaziale non serve più a portare metalli preziosi sulla Terra — operazione che, secondo alcune analisi economiche, rischierebbe di far crollare i prezzi di mercato — ma a sostenere un'infrastruttura industriale fuori dal nostro pianeta. Questo si integra in una visione di industrializzazione orbitale simile a quella ipotizzata per la Luna con l'uso di robot Optimus, spostando il valore dal materiale in sé alla sua disponibilità strategica nel vuoto.

Validazione tecnologica e automazione AI

Mentre l'EPFL definisce la logistica, aziende come Astroforge hanno già validato in camere a vuoto tecnologie per l'estrazione di metalli dal regolite. Parallelamente, sistemi come DeepDrill AI mirano a automatizzare l'identificazione e il boring dei filoni minerari tramite sciami di sonde autonome, eliminando la necessità di equipaggi umani e riducendo ulteriormente i rischi e i costi della missione.