Un intervento di precisione sul sistema energetico ha permesso alla NASA di evitare lo spegnimento imminente degli ultimi sensori attivi a bordo della sonda Voyager 2. L'operazione, soprannominata "Big Bang", ha ricalibrato il consumo di energia della sonda lanciata nel 1977, garantendo l'operatività degli strumenti scientifici per almeno un ulteriore anno.
Il sacrificio dei sistemi non essenziali per salvare la scienza
La sonda è alimentata da un generatore termoelettrico a radioisotopi che sfrutta il decadimento del plutonio, una risorsa che diminuisce di circa 4 watt ogni anno. Con margini energetici ormai ridottissimi, gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory hanno dovuto disattivare diversi dispositivi non scientifici e sostituire alcuni componenti con alternative a basso consumo. Questa manovra ha permesso di mantenere la temperatura interna della sonda sufficiente al funzionamento, senza sacrificare i dati interstellari.
Una corsa contro il tempo a miliardi di chilometri

Επιχείρηση «Big Bang»: Το ακραίο σχέδιο της NASA για να κρατήσει ... — https://www.tanea.gr/2026/05/14/science-technology/epixeirisi-big-bang-to-akraio-sxedio-tis-nasa-gia-na-kratisei-zontana-ta-skafi-voyager-eos-to-2035/
L'operazione è stata resa estremamente complessa dalla distanza della sonda, situata a circa 142 unità astronomiche (AU) dal Sole. Ogni comando inviato dalla Terra impiega quasi 24 ore per arrivare e altrettanto tempo per ricevere una risposta, rendendo ogni modifica un salto nel buio con tempi di feedback complessivi di circa 39 ore. Senza questo intervento, la NASA sarebbe stata costretta a spegnere uno dei tre strumenti rimasti entro la fine del 2026, una perdita irreversibile poiché non esistono missioni pianificate per sostituire tali sensori in situ.
Prossimo obiettivo: Voyager 1

Space Probe Voyager 2 — https://ar.inspiredpencil.com/pictures-2023/space-probe-voyager-2
Il successo di questa manovra apre la strada a un intervento analogo per Voyager 1, che si trova ancora più lontana dalla Terra (circa 171 AU). La sonda gemella dovrà essere sottoposta alla stessa procedura di ottimizzazione energetica nei prossimi mesi per prolungare la propria vita operativa nello spazio interstellare.
Impatto tecnologico e prospettive
Il caso Voyager dimostra l'estrema resilienza dell'hardware spaziale di fine anni '70, progettato per essere modulare e riconfigurabile via software. Mentre la NASA continua a investire in tecnologie future, come la propulsione nucleare per le missioni verso Marte, la capacità di mantenere in vita sistemi legacy a miliardi di chilometri resta un benchmark fondamentale per l'ingegneria aerospaziale.

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