La Danimarca ha rinunciato a sostituire Microsoft Office con Collabora, la suite open source su cui il governo puntava per ridurre la dipendenza dai software americani. A far naufragare il progetto sono stati i problemi di compatibilità con i documenti già esistenti: alcuni file in formato OOXML, quello proprietario di Microsoft Office, si aprivano con pagine mancanti o vuote. Secondo quanto riportato da Neowin, il governo non ha ancora indicato un'alternativa né una data per un nuovo tentativo.
Il progetto era stato annunciato nel 2025 dal ministero per la Digitalizzazione, all'epoca guidato da Caroline Stage, come primo passo verso una minore dipendenza dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi. Il pilota, avviato nell'estate del 2025, coinvolgeva circa 40 dipendenti del ministero, che testavano Collabora come alternativa a Office. Il sistema era fornito dalla società danese cBrain. Secondo ComputerWorld.dk, citato da Neowin, la sperimentazione è stata sospesa in silenzio. Il pilota era stato interrotto durante le elezioni tenutesi quest'anno e non è più stato ripreso.

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Il nodo tecnico è il formato dei file. Collabora lavora soprattutto con il formato aperto OpenDocument, mentre Microsoft Office usa il formato OOXML, proprietario e più complesso. Questa differenza rende la migrazione dolorosa: finché i documenti in circolazione restano in formato Microsoft, il passaggio a un'altra suite non può essere senza attriti. Il problema non è nuovo: anche la Document Foundation, che sviluppa LibreOffice, ha denunciato in passato come Microsoft usi namespace e formati proprietari per rendere più difficile l'interoperabilità, come raccontato su AlexTech a settembre.
Il caso danese non è isolato. Nei mesi scorsi anche altri governi europei hanno avviato percorsi simili: la Svizzera sta testando openDesk su 3.000 postazioni con l'obiettivo di completare la transizione entro il 2027, mentre i Paesi Bassi lavorano a DAWO, un ecosistema basato su NixOS. Il fallimento danese mostra quanto siano complesse queste migrazioni quando si scontrano con la compatibilità dei documenti esistenti.

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Per il momento, quindi, l'amministrazione danese resta legata al pacchetto Microsoft. Il governo non ha fornito dettagli su una nuova selezione di fornitori, e la vicenda lascia aperta la domanda su come le pubbliche amministrazioni europee possano davvero liberarsi dai formati proprietari.

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