Circa 300 dipendenti di Boston Dynamics hanno firmato una petizione per chiedere alla dirigenza di annullare un contratto da 1,3 milioni di dollari che fornisce quattro robot cane Spot all'ICE, l'agenzia federale statunitense per l'immigrazione e le dogane. La petizione, inviata ai dirigenti a inizio settembre, è stata resa nota dalla radio pubblica WBUR, che ne è entrata in possesso, e dal Boston Globe. Un portavoce dell'azienda, che ha confermato la petizione, ha precisato che quasi la metà delle firme è anonima.

Psst!Aggiungi AlexTech.ai comeFonte Preferita su Google

Il contratto non passa direttamente da Boston Dynamics. I robot arrivano all'ICE tramite Radeco, un'azienda del Connecticut che li personalizza. L'accordo, chiuso a settembre, comprende quattro cani robot e tecnologia aggiuntiva della linea Spot. La versione modificata da Radeco, chiamata Cerberus, ha un braccio robotico, una telecamera termica e sensori per materiali esplosivi. Secondo i documenti contrattuali, l'ICE vuole usarli per ottenere una visione in tempo reale in ambienti pericolosi, stretti o tatticamente incerti, prima di inviare agenti sul posto. Il materiale pubblicato dal governo indica anche che i robot potranno ispezionare i tunnel al confine sudoccidentale e che ogni unità costa circa 326.000 dollari, equipaggiamento compreso.

Nella petizione, i firmatari scrivono che la vendita danneggia l'immagine dell'azienda e «ci presenta come se lavorassimo direttamente con l'ICE». Il testo aggiunge: «Non possiamo essere orgogliosi di lavorare in BD quando quel lavoro viene usato da un'agenzia governativa che brutalizza i civili, compresi alcuni dei nostri colleghi». I dipendenti avvertono anche che la vicenda potrebbe spingere alcuni a dimettersi o allontanare candidati.

La dirigenza ha scelto di andare avanti. Amanda McMaster, ex amministratrice delegata ad interim, ha dichiarato che l'azienda mantiene la decisione. Boston Dynamics sostiene che i robot andranno alla divisione Homeland Security Investigations dell'ICE, che si occupa soprattutto di crimini transnazionali e non di operazioni di espulsione. I termini di vendita vietano esplicitamente di armare il robot o usarlo per danneggiare o intimidire. Il portavoce ha inoltre sottolineato che chi ha firmato rappresenta una minoranza della forza lavoro.

Il caso si distingue dal dibattito più ampio sulle politiche di Boston Dynamics contro l'uso militare dei propri robot. Il fatto che il contratto passi per un integratore esterno, che aggiunge hardware militare, rende più difficile far rispettare le restrizioni d'uso dell'azienda. Il piano del Dipartimento per la Sicurezza Interna di acquistare i robot era emerso già a fine agosto, mentre fino a quel momento la protesta era arrivata soprattutto dai gruppi per i diritti civili.