Il dibattito sull'impatto dell'intelligenza artificiale (AI) sul mercato del lavoro sta evolvendo da speculazioni teoriche a analisi basate su dati concreti. Mentre le capacità dei Large Language Models (LLM) sono state ampiamente discusse, nuove ricerche suggeriscono che l'integrazione dell'AI non dipenda solo dalla tecnologia, ma da fattori sociali e dalle strategie di investimento delle startup. Secondo un'analisi pubblicata da Phys.org, osservare i flussi di finanziamento verso le startup AI può fornire indizi preziosi su quali settori professionali subiranno le trasformazioni più profonde.

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L'ascesa dei ruoli agentici e la ridefinizione tecnica

L'anno 2026 segna l'emergere di figure professionali precedentemente inesistenti, focalizzate sulla gestione di sistemi AI autonomi. Aziende come Box, McKinsey e LinkedIn hanno identificato circa 20 nuove professioni agentiche, che spaziano dagli AI strategists agli agent supervisors, fino ai forward deployed engineers. In particolare, Box ha già introdotto 13 nuove tipologie di ruoli, tra cui AI architects e solutions managers, smentendo l'idea che l'automazione porti necessariamente a una riduzione del personale.

Il settore dell'ingegneria del software sta vivendo una trasformazione radicale. Con il rilascio di nuovi modelli da parte di OpenAI, Anthropic e Google, i programmatori sono costretti a ripensare il proprio ruolo. La tendenza è lo spostamento verso l'auditing dell'AI per i QA engineer o verso la knowledge engineering per i technical writer, come evidenziato da Mercor.

I settori a rischio e le previsioni degli esperti

Nonostante la creazione di nuovi ruoli, il rischio di sostituzione rimane concreto per le mansioni ripetitive e prevedibili. Ricercatori Microsoft, analizzando 200.000 conversazioni AI, hanno classificato 80 professioni in base alla loro applicabilità tecnologica, come riportato da API DOTS. I ruoli più esposti includono l'inserimento dati, la ricerca legale di base, il customer service e la contabilità elementare. Alcuni studi indicano già un calo del 4% per figure come economisti e graphic designer.

Le opinioni dei leader del settore rimangono divergenti. Da un lato, Sam Altman ha ipotizzato che l'AI possa sostituire la maggior parte dei lavori attuali, eliminando intere categorie professionali. Dall'altro, Jeff Bezos prevede che l'AI potrebbe paradossalmente creare una carenza di manodopera, stimolando la domanda in nuovi ambiti. Parallelamente, il World Economic Forum stima che l'AI possa generare fino a 170 milioni di nuovi ruoli.

Verso un modello di collaborazione uomo-macchina

L'orientamento prevalente tra le società di consulenza, come Deloitte, suggerisce che i veri vincitori saranno le organizzazioni capaci di combinare le capacità computazionali delle macchine con il giudizio critico umano. L'AI non agirebbe quindi come un semplice sostituto, ma come uno strumento di riconfigurazione dell'architettura del lavoro. In questo contesto, l'investimento nella formazione diventa cruciale: Autodesk ha stanziato 350 milioni di dollari per preparare professionisti e studenti ai nuovi lavori legati al design fisico potenziato dall'AI.