Netflix sta pianificando una svolta strategica che sembra quasi un ritorno alle origini della televisione. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l'azienda starebbe valutando l'introduzione di canali always-on, ovvero flussi video continui che trasmettono show e film specifici, eliminando la necessità per l'utente di scegliere manualmente ogni singolo contenuto.

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La strategia contro il calo dell'engagement

L'idea di implementare canali lineari tematici, simili a quanto già offerto da piattaforme come Pluto TV, Tubi o Peacock, nasce dalla necessità di contrastare un calo nell'interazione degli utenti. Mentre il modello del binge-watching ha costruito l'impero di Netflix, dati recenti suggeriscono che questa formula stia diventando controproducente: un report di TechCrunch evidenzia come molti spettatori abbandonino le serie dopo la prima stagione, mettendo in crisi la ritenzione a lungo termine.

Bundle e nuove entrate pubblicitarie

Oltre ai canali lineari, Netflix starebbe considerando la vendita di bundle che includano altri servizi di streaming, seguendo il modello già adottato da Apple TV e Prime Video. Questa mossa si inserisce in un ecosistema pubblicitario sempre più aggressivo: l'unità di advertising della società ha generato circa 1,5 miliardi di dollari lo scorso anno e si prevede che tale cifra raddoppi nel 2026.

L'integrazione di canali live permetterebbe inoltre l'inserimento di pubblicità non saltabili, molto più appetibili per gli inserzionisti rispetto ai contenuti on-demand. Parallelamente, l'azienda sta esplorando l'uso della generative AI per migliorare il suggerimento dei contenuti in base all'umore dell'utente, come riportato da Bloomberg.

Un'evoluzione costante del formato

Questa evoluzione verso contenuti più "passivi" e lineari si somma a recenti tentativi di diversificare l'offerta. Solo pochi giorni fa è emerso come Netflix stia sfidando TikTok e YouTube attraverso l'integrazione di video brevi, cercando di intercettare le abitudini di consumo delle generazioni più giovani che preferiscono formati rapidi e dinamici.

Il passaggio a un modello ibrido — tra on-demand, short-form e lineare — segna il tentativo di Netflix di diventare un hub di intrattenimento totale, capace di competere non solo con altri streamer, ma anche con i giganti dei social media e la TV tradizionale.