La corsa all'intelligenza artificiale generativa sta richiedendo un prezzo ambientale che anche i giganti del software faticano a contenere. Secondo il sustainability report 2026 di Microsoft, le emissioni di carbonio dell'azienda sono aumentate del 25% nell'ultimo anno, raggiungendo un totale di 34 milioni di tonnellate metriche (calcolate senza specifici interventi). Questo dato evidenzia una crescente divergenza tra le promesse ecologiche del brand e l'effettiva impronta infrastrutturale necessaria per alimentare i modelli LLM.

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L'impatto dell'infrastruttura AI

Il principale motore di questo incremento è l'espansione aggressiva dei data center. Come riportato da Forbes, la necessità di potenza computazionale per sostenere l'AI ha accelerato la costruzione di nuovi impianti, aumentando drasticamente il consumo energetico. A questo si aggiunge un cambiamento strategico avvenuto lo scorso febbraio: Microsoft ha deciso di interrompere l'acquisto di certificati di energia rinnovabile "non-additional" e non accoppiati, una mossa che ha rimosso alcuni strumenti di compensazione precedentemente utilizzati per abbassare i numeri ufficiali.

Obiettivi 2030 a rischio

La situazione appare critica se confrontata con l'impegno pubblico assunto dall'azienda di diventare carbon negative entro il 2030. Per raggiungere tale traguardo, Microsoft non deve solo azzerare le emissioni correnti, ma rimuovere dall'atmosfera più carbonio di quanto ne immetta. Nonostante le dichiarazioni del CEO Satya Nadella sulla trasformazione sostenibile di ogni ramo aziendale, i dati attuali mostrano che la crescita tecnologica sta superando la velocità di implementazione delle soluzioni green.

Una tendenza sistemica nel settore tech

Il caso Microsoft non è isolato, ma riflette una sfida strutturale che coinvolge l'intero settore Big Tech. Analisi riportate da The Guardian indicano trend simili per Google, le cui emissioni sarebbero cresciute del 65% tra il 2019 e il 2024 secondo alcuni report indipendenti. L'industria si trova dunque davanti a un bivio: trovare fonti energetiche radicalmente nuove o rivedere le proprie roadmap di sostenibilità per renderle compatibili con l'era dell'AI.