L'applicazione Meteo integrata in Windows 11 sta sollevando critiche per un consumo di memoria sproporzionato, raggiungendo picchi superiori a 1,2 GB di RAM per l'esecuzione di operazioni elementari come la visualizzazione delle previsioni. Su sistemi dotati di soli 8 GB di RAM, l'app può arrivare a occupare quasi il 20% della memoria totale del sistema, compromettendo la reattività complessiva e costringendo l'OS a fare un uso più intensivo del file di paging.

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Un wrapper web travestito da app nativa

L'inefficienza risiede nell'architettura del software: l'app non è un programma nativo, ma essenzialmente una web app di MSN Weather basata sul framework WebView2. Questa scelta tecnica comporta l'avvio di molteplici subprocessi basati su Chromium, che spiegano l'elevato footprint di memoria. I test evidenziano come il consumo parta da circa 1 GB, scenda a 500-600 MB in stato di idle e possa schizzare fino a 1,5-1,6 GB durante semplici azioni di navigazione o zoom dell'interfaccia.

Il contrasto con l'ecosistema macOS

Windows 11's built-in Weather app wastes more than 1 GB of RAM ... — https://www.notebookcheck.net/Windows-11-s-built-in-Weather-app-wastes-more-than-1-GB-of-RAM.1364205.0.html

Il divario prestazionale diventa evidente nel confronto con la soluzione di Apple: l'app Meteo nativa su macOS consuma meno di 250 MB di RAM in condizioni analoghe, risultando circa cinque volte più efficiente. Mentre l'implementazione di Microsoft è stata definita da alcune fonti come un "adware" a causa della presenza di contenuti sponsorizzati integrati direttamente nel feed delle previsioni, la versione Apple mantiene un profilo più snello e privo di pubblicità.

Contraddizioni nella strategia di Microsoft

Questi dati appaiono in netto contrasto con le recenti dichiarazioni dell'azienda sul desiderio di ottimizzare Windows 11 per l'hardware entry-level. Sebbene l'executive Rudy Huyn abbia espresso l'intenzione di sviluppare più applicazioni pienamente native in futuro, resta incerto se i servizi a marchio MSN verranno effettivamente ricostruiti utilizzando WinUI. Questo episodio si aggiunge a una serie di criticità legate alla gestione delle app preinstallate, come nel caso di OneDrive Photos installato forzatamente su macchine aziendali.

Impatto sul mercato italiano

Per il parco macchine installato in Italia, caratterizzato da un'alta percentuale di laptop consumer e PC per l'ufficio con configurazioni base (8 GB RAM), questo bug di efficienza può tradursi in rallentamenti percepibili. In un contesto dove molte PMI utilizzano hardware datato per task amministrativi, l'occupazione di oltre 1 GB di RAM da parte di un utility tool è un collo di bottiglia che penalizza la produttività.