Microsoft ha sviluppato un eseguibile dedicato, denominato MicrosoftSettings.exe, il cui unico scopo è impostare Bing come motore di ricerca predefinito su tutti i browser installati nel sistema, inclusi Chrome, Firefox e Brave. L'applicazione non è distribuita tramite Windows Update né presente nel Microsoft Store, ma è scaricabile come file autonomo dai server ufficiali dell'azienda. Il suo funzionamento si basa su una shell WinUI con WebView2 che, durante l'installazione, propone l'aggiunta di estensioni ai browser per forzare la homepage e i risultati su Bing, concludendo il processo con un reindirizzamento automatico alla pagina Microsoft Rewards.
Un'applicazione ingegnerizzata per un'unica funzione
L'eseguibile, pesante 22,2 MB, richiede l'installazione di un'estensione denominata "Microsoft Bing Homepage & Search" che, secondo le avvertenze di Chrome, può leggere e modificare tutti i dati su qualsiasi sito web. La scelta di Microsoft di costruire un'applicazione dedicata per questo scopo appare sproporzionata rispetto alle alternative disponibili, soprattutto considerando che l'azienda sta già gestendo una serie di componenti WebView2 noti per il loro elevato consumo di risorse. Ad esempio, l'app Meteo predefinita su Windows 11 consuma oltre 1 GB di RAM, un dato che evidenzia la criticità delle risorse su PC entry-level.
Il conflitto tra Chrome e Microsoft nel browser dell'utente
Durante i test, Google ha reagito immediatamente all'imposizione di Bing: dopo l'installazione dell'estensione, Chrome ha mostrato un prompt chiedendo all'utente se desiderasse tornare a Google Search. Microsoft ha risposto con una seconda finestra di dialogo che avvertiva della perdita dell'accesso a Bing e alle sue funzionalità se si fosse revocato il cambio. Questo "duello" di prompt all'interno del browser non è un fenomeno nuovo: già nel 2024 Microsoft aveva utilizzato tattiche simili per impedire il ritorno a Google, confermando una strategia persistente di acquisizione utenti attraverso la pressione diretta.
Una strategia in contrasto con le promesse di pulizia
L'introduzione di questo strumento si scontra con gli sforzi pubblici di Microsoft per ridurre il "clutter" su Windows 11. Di recente, l'azienda ha pulito la barra di ricerca da pubblicità e contenuti sponsorizzati, eliminando i tile MSN e privilegiando i risultati locali. Tuttavia, mentre da un lato si rimuovono elementi invasivi dal sistema operativo, dall'altro si costruiscono nuovi canali per spingere Bing all'interno dei browser di terze parti. Questa dualità suggerisce che l'obiettivo primario non sia la qualità dell'esperienza utente, ma il raggiungimento di quote di mercato per Bing, che ha recentemente superato la soglia del miliardo di utenti mensili secondo Satya Nadella.

Commento generato dall'AI
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