Quasi la metà delle aziende australiane intervistate ha sostituito personale entry-level della sicurezza informatica con sistemi di intelligenza artificiale. Secondo una ricerca di Barracuda, il 45% dei rispondenti australiani dichiara di aver tagliato questi ruoli, contro il 33% che ha toccato posizioni senior. Il dato spicca perché, a livello globale, i tagli colpiscono junior e dirigenti in misura quasi uguale: in Australia, invece, i ruoli iniziali pagano il prezzo maggiore.
La ricerca, secondo Barracuda, ha coinvolto 2.000 responsabili IT e sicurezza in 16 Paesi, di cui 200 australiani. Il 64% dei rispondenti australiani dice di aver visto ridursi il proprio organico professionale a causa dell'AI. Sono dati forniti dall'azienda stessa, e vanno letti come sue stime.
Il cambiamento è reso concreto da alcuni casi. Arctic Wolf afferma che i propri agenti AI risolvono il 60% delle indagini di sicurezza dei clienti senza intervento umano. Solo il 2% delle indagini è gestito esclusivamente da persone, mentre la collaborazione uomo-AI è salita dall'1% dello scorso anno al 38% di quest'anno.
Il rovescio della medaglia è nelle competenze. Il 68% dei rispondenti ammette di non avere le capacità per gestire i rischi legati all'AI. Siroui Mushegian, vicepresidente e CIO di Barracuda, osserva che l'AI sta cambiando il panorama più in fretta di quanto i team riescano a costruire competenze, visibilità e governance, e sostiene un modello ibrido uomo-AI.
Il contesto è quello di minacce in forte crescita. Il rapporto annuale dell'Australian Signals Directorate per il 2025-26 segnala oltre 1.500 interventi di risposta agli incidenti, in aumento del 20%, e più di 82.000 segnalazioni, una ogni sei minuti. Le perdite medie per incidente sono salite a 93.500 dollari, +16% su base annua. Il ministro della Difesa Richard Marles ha definito l'AI la forza dominante della minaccia informatica dell'ultimo anno.
Le conseguenze si vedono anche nelle violazioni di dati. Secondo le statistiche dell'Office of the Australian Information Commissioner, nel primo semestre del 2026 sono state notificate 667 violazioni, quasi come nel periodo precedente (662). Cambia la portata: le violazioni che coinvolgono almeno un milione di persone sono salite a 11, dalle 4 del semestre prima.
Il quadro che emerge è una contraddizione. L'AI diventa uno strumento difensivo sempre più utile, mentre i suoi stessi avversari la usano per aggirare i controlli di accesso. Per molte aziende, il problema non è solo la tecnologia: senza personale in grado di usarla, la difesa rischia di restare scoperta.

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