L'espansione accelerata delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale sta portando a scontri sempre più accesi tra i colossi del tech e le comunità locali. In Wisconsin, un gruppo di residenti ha depositato una class action presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per l'Eastern District, accusando Microsoft di aver generato un inquinamento acustico insostenibile attraverso il nuovo data center situato a Mount Pleasant.

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Un'azione legale per migliaia di famiglie

La causa, intentata da tre residenti della cittadina di Sturtevant, mira a rappresentare tutte le persone che vivono entro un raggio di 1,5 miglia dal complesso Fairwater. Secondo gli atti legali riportati da News From The States, l'area interessata comprenderebbe oltre 1.000 nuclei familiari. Le accuse vertono non solo sui disturbi causati durante la fase di costruzione, ma anche sulle emissioni sonore continue derivanti dalla gestione e manutenzione dell'impianto.

L'impatto del suono a bassa frequenza

Il cuore della controversia risiede nella natura stessa delle emissioni sonore. Secondo l'analisi di TechStory, nonostante la struttura possa formalmente rispettare i codici di zonizzazione locali, il suono a bassa frequenza prodotto dai sistemi di raffreddamento e alimentazione tenderebbe a superare i confini delle proprietà, creando un disturbo persistente. I ricorrenti sostengono che tale situazione abbia compromesso la qualità della vita quotidiana e causato una conseguente riduzione del valore immobiliare delle case circostanti, come evidenziato da WTMJ.

Un trend globale di tensioni infrastrutturali

Il caso del Wisconsin non è isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di resistenze sociali legate al boom dell'IA. Situazioni analoghe sono state segnalate in altri stati americani: in Mississippi, residenti hanno citato in giudizio xAI e SpaceX per rumori descritti come simili a quelli di un "motore a reazione" provenienti dalle turbine a gas del data center Colossus, secondo quanto riportato da Gadget Review. Questo scenario evidenzia come la corsa alla potenza di calcolo stia scontrandosi con limiti fisici e normativi sempre più stringenti, trasformando i data center in potenziali fonti di conflitto ambientale urbano.