Tesla ha lanciato in Europa una funzione chiamata Heat Pump Optimization, che permette alla Powerwall 3 e alla versione trifase Powerwall 3P di segnalare a una pompa di calore compatibile quando lavorare a pieno regime. L'obiettivo è trasformare l'energia solare in eccesso, o quella acquistata quando costa poco, in acqua calda da usare nelle ore più care. Per ora la funzione non è disponibile negli Stati Uniti né in Canada.
Come funziona
La batteria controlla i prezzi dell'elettricità e la produzione dei pannelli durante la giornata e invia alla pompa di calore uno di due comandi: funzionamento normale oppure boost. Con il boost, la pompa scalda l'acqua oltre il fabbisogno immediato della casa, di solito nel serbatoio dell'acqua sanitaria o in un accumulo tampone. Quel calore sostiene l'abitazione nelle fasce orarie costose, quando la pompa può lavorare meno.

Immagine: wsolar.shop — https://wsolar.shop/en/tesla-powerwall-3-135khw-battery
Il boost scatta in modo diverso a seconda della modalità della Powerwall. In modalità Self-Powered interviene solo se, dopo aver coperto i consumi della casa, resta energia solare disponibile. In modalità Savings può attivarsi quando c'è sole oppure quando la rete elettrica tocca il prezzo più basso, sulla base delle previsioni tariffarie delle 24 ore successive.
Il collegamento fisico
Il sistema non passa dal cloud né da integrazioni con i marchi delle pompe di calore: funziona tramite un cavo. Si appoggia allo standard SG-Ready, nato in Germania nel 2012 grazie all'associazione tedesca delle pompe di calore (BWP) con 17 produttori. Attraverso due contatti a relè la pompa riceve quattro possibili stati operativi, e Tesla utilizza solo quello normale e quello boosted.
I requisiti sono precisi: Powerwall 3 o 3P con firmware 26.26 o successivo, una pompa di calore certificata SG-Ready con contatto SG-2 accessibile e configurata per ricevere segnali esterni, un cablaggio tra batteria e pompa eseguito da un installatore certificato Tesla, e l'app Tesla in versione 4.59.1 o successiva. I segnali sono solo raccomandazioni: il termostato della pompa può prevalere. Ogni segnale deve restare attivo per almeno dieci minuti per rispettare lo standard, e in caso di blackout la funzione torna al normale per dare priorità ai carichi di emergenza. Nell'app non c'è un interruttore per attivarla o disattivarla: una volta collegata, è operativa.
Perché un serbatoio d'acqua funziona da batteria
Un serbatoio da 300 litri riscaldato di altri 30 gradi immagazzina circa 10,5 kWh di energia termica, che con una pompa di calore con COP pari a 3 richiede appena 3,5 kWh di elettricità. Molte case europee dotate di pompa di calore hanno già questo serbatoio, che può assorbire una quota consistente del solare di mezzogiorno senza sollecitare le celle della batteria. Così i 13,5 kWh della Powerwall restano disponibili per i consumi che non si possono accumulare come calore.
Il mercato è pronto. Secondo la BWP, in Germania nel 2025 sono state vendute 299.000 pompe di calore per il riscaldamento, il 55% in più su base annua, e per la prima volta costituiscono quasi metà dei nuovi impianti di riscaldamento venduti nel Paese.
Tesla arriva comunque in ritardo. Il governo tedesco, a ottobre, ha ammorbidito l'obbligo di riutilizzare il calore dei data center, ma l'elettrificazione del riscaldamento corre comunque. Sonnen aveva già introdotto nel 2023 un aggiornamento software che permette alla sua sonnenBatterie di far funzionare le pompe di calore con il solare in eccesso, partendo dai modelli NIBE, e il controllo SG-Ready è da anni una funzione standard dei gestori energetici fotovoltaici tedeschi.
La mossa fa parte della strategia europea di Tesla Energy, che negli ultimi mesi ha puntato su Germania, Austria e Svizzera. Per l'azienda, far crescere il valore delle batterie già installate con aggiornamenti software è un modo per estrarre più utilità dal parco clienti esistente.

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