Super Mario 64 è uscito nel 1996 e per molti è stato il primo platform davvero tridimensionale. Ora può tornare a girare nel mondo reale: un developer è riuscito a portarlo in realtà mista, con il gioco che appare direttamente sul piano di un tavolo. Il merito, secondo quanto dichiarato dallo stesso sviluppatore, è di Claude Opus 5.5, il modello di Anthropic, che ha reso il processo sorprendentemente lineare.
Il progetto è opera di Lucas Martinic, sviluppatore e creative technologist specializzato in XR. Il gioco viene renderizzato nativamente in 3D, senza ricorrere a effetti stereoscopici, e raggiunge i 90 fotogrammi al secondo. Per arrivarci Martinic ha combinato Claude Opus 5.5 con PICO CLI, lo strumento della piattaforma PICO per la realtà mista. Il lavoro ha richiesto la decompilazione della versione originale del gioco, passaggio su cui il modello ha fornito un aiuto decisivo.

Immagine: aiwisepicks.com — https://aiwisepicks.com/tools/claude/
Il video del progetto, pubblicato su X e rilanciato su Reddit, mostra il mondo di Super Mario 64 occupare lo spazio reale della stanza. Secondo Roadtovr, che ha dedicato al progetto un'analisi, la forza dell'esperimento sta proprio nel fatto che il gioco non è un'immagine proiettata su uno schermo, ma un ambiente tridimensionale con cui il giocatore può interagire muovendosi nello spazio.
La vicenda si inserisce in una serie di esperimenti con Claude Opus 5.5 che hanno coinvolto il mondo dei videogiochi. Lo stesso modello ha permesso di portare le meccaniche di Minecraft dentro Elden Ring e di ricostruire Pokémon Red senza usare un singolo file immagine. Anche in questi casi il valore sta nella capacità del modello di gestire il codice e la logica di gioco, più che nella grafica.

Immagine: zapier.com — https://zapier.com/blog/claude-ai/
Il caso mostra come il reverse engineering assistito dall'AI stia diventando accessibile a sviluppatori indipendenti. Un lavoro che fino a poco tempo fa richiedeva mesi di competenze specialistiche viene ora condensato in un flusso di prompt e verifiche. Sul fronte dei port di giochi storici, il gruppo di esperimenti si arricchisce anche di un port di Super Mario 64 per Atari Jaguar realizzato in assembly, che però non prevede distribuzione del codice.
Le prossime tappe dipenderanno dalla diffusione degli strumenti usati. Il progetto è stato presentato come una dimostrazione tecnica, e al momento non risultano annunci su una versione distribuita al pubblico.

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