Un modello di intelligenza artificiale addestrato sui fossili, e non sui testi, potrebbe riscrivere la storia delle grandi estinzioni di massa. Lo sostengono i paleontologi che hanno sviluppato OneStrata, un sistema che ricostruisce i cambiamenti della biodiversità terrestre lungo centinaia di milioni di anni con un dettaglio finora impossibile.

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La logica è quella dei modelli linguistici come ChatGPT: il sistema impara schemi statistici e prevede ciò che è più probabile. Qui però le parole sono sostituite dalle posizioni dei fossili negli strati di roccia sedimentaria, la disciplina nota come stratigrafia. La profondità in cui una specie compare indica quando è stata depositata, e combinare sequenze provenienti da migliaia di siti diversi è un problema computazionale enorme.

Earth's 'big five' mass extinctions official product photo

Earth Images Collection - Globe Views

Finora, per renderlo gestibile, gli stratigrafi raggruppavano i fossili in intervalli di milioni di anni, con una visione sfocata che nascondeva i cambiamenti più rapidi. Shuzhong Shen, paleontologo della Nanjing University, lavora da vent'anni a un vasto database di fossili e dati geologici, con milioni di esemplari provenienti da decine di migliaia di località. Nel 2020 lui e i colleghi sono riusciti a stimare la comparsa e l'estinzione delle specie con una precisione di 26.000 anni, ricostruendo una cronologia per 11.000 specie marine lungo circa 300 milioni di anni.

Il passo successivo è stato affidato a un gruppo dello Zhejiang Lab, istituto di ricerca sull'IA di Hangzhou. Addestrando il modello su quei dati, il team ha ottenuto OneStrata, che prevede quando un fossile è più probabilmente stato depositato. Secondo i suoi sviluppatori, il risultato suggerisce che tre dei «Big Five», le cinque grandi estinzioni di massa, siano state declini graduali della biodiversità e non cataclismi improvvisi come descritto da altre ricostruzioni.

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3d Images Of Earth From Satellite Space Debris Floating In The Orbit

La valutazione degli altri scienziati è più cauta. Matthew Clapham, paleontologo dell'Università della California a Santa Cruz, riconosce che si tratta della ricostruzione globale più dettagliata finora, ma ricorda che esistono già mappe ad alta risoluzione di singole località, comprese molte che illuminano le estinzioni di massa. «Potremmo farci qualcosa di più, ma non so se sarebbe davvero sconvolgente», afferma.

La notizia è stata presentata il 12 ottobre al meeting della Geological Society of America a Denver. Il suo peso dipenderà dalla capacità del modello di reggere il confronto con le osservazioni locali.