L'esperimento della National Autonomous University of Mexico (UNAM) di affidare il primo processo di ammissione interamente online a un sistema di sorveglianza basato sull'intelligenza artificiale si è concluso in un caos amministrativo. Nonostante l'implementazione di tecnologie progettate per registrare ogni comportamento dei candidati a supporto dei monitor umani, l'università ha dovuto annullare migliaia di prove dopo aver riscontrato un numero anomalo di punteggi perfetti.
Anomalie statistiche e sospetto cheating
L'analisi dei risultati ha evidenziato irregolarità che suggeriscono l'uso di strumenti di AI per generare le risposte o la fuga anticipata delle domande d'esame. Su circa 150.000 test somministrati, l'istituto ha invalidato circa 3.000 prove. Tuttavia, il danno d'immagine e organizzativo è molto più vasto: l'intera coorte di candidati per l'anno accademico 2026-2027 è attualmente in una zona grigia, con le immatricolazioni temporaneamente sospese mentre una commissione di specialisti revisiona l'intero processo.
Il ritorno agli esami in presenza
Per risolvere l'impasse e garantire la meritocrazia, specialmente per i corsi ad alta concorrenza come Medicina — dove il numero di risposte corrette necessarie tra le 120 domande totali è più elevato — l'UNAM ha annunciato lo svolgimento di un esame supplementare in presenza per i candidati selezionati. Questa mossa segna un parziale fallimento della strategia di digitalizzazione totale, dimostrando che l'AI, pur essendo efficace nel rilevare pattern sospetti a posteriori, non è stata in grado di prevenire le frodi durante lo svolgimento della prova.
Il paradosso del monitoraggio automatizzato
Il caso dell'UNAM mette in luce un paradosso tecnologico: l'intelligenza artificiale è stata utilizzata sia come strumento di frode dagli studenti, sia come sistema di controllo dall'università. Mentre l'istituto cercava di automatizzare la sorveglianza per catturare ogni azione sospetta, i candidati hanno trovato modi per aggirare tali barriere. Questo scenario si inserisce in un trend globale di crescente tensione tra istituzioni educative e strumenti generativi, dove la sfida si sposta dalla semplice prevenzione alla necessità di ripensare radicalmente le modalità di valutazione.

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