Da oggi anche gli iPhone impostati in italiano possono usare «Chiedi il motivo della chiamata», la funzione con cui il telefono interroga chi chiama da un numero non salvato in rubrica. Con iOS 27.2, rilasciato il 26 ottobre, Apple porta in Italia la versione localizzata di Call Screening, presentata a giugno 2025 insieme a iOS 26 e rimasta fino a ora senza lingua italiana.

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Il meccanismo entra in gioco durante lo squillo. L'iPhone prende in carico la chiamata, chiede a chi telefona di identificarsi e di spiegare il motivo del contatto, trascrive la risposta e la mostra sullo schermo in un breve messaggio. Solo a quel punto l'utente decide se rispondere, rifiutare o chiedere altri dettagli. Se il testo non basta, è possibile inviare un messaggio scritto che l'iPhone legge ad alta voce al chiamante, utile quando non si può rispondere davvero, per esempio in treno o al lavoro.

La funzione non riconosce da sola lo spam telefonico e non blocca nulla in automatico: non decide se un numero appartiene a un call center o a un operatore commerciale. Aggiunge un passaggio in più, a differenza delle opzioni che silenziano i numeri sconosciuti e nascondono la chiamata senza possibilità di valutarla sul momento. Qui il telefono continua a segnalare l'arrivo della chiamata, ma la tiene in attesa finché l'utente non decide.

Per attivarla occorre installare iOS 27.2 su un iPhone compatibile, poi aprire Impostazioni, entrare in App, selezionare Telefono, scorrere fino a Filtra i numeri sconosciuti e scegliere Chiedi il motivo della chiamata. Il filtro lavora solo sulle chiamate da contatti non in rubrica.

Il principio non è nuovo. Il sistema ricorda da vicino quanto già proposto da WhatsApp, che su alcune chiamate da numeri non salvati può rispondere al posto dell'utente, chiedere il motivo del contatto e mostrarne una trascrizione. Anche nel caso di Apple, la trascrizione è la parte che conta: il filtro serve solo se chi riceve può leggere subito che cosa ha detto chi chiama. Una app italiana anti-spam, Oblio One, sta seguendo una strada diversa, con il filtraggio eseguito localmente sullo smartphone e senza server esterni, come già raccontato su AlexTech.

La novità arriva in un momento in cui iOS 27 ha già introdotto altri strumenti legati alla sicurezza, come la funzione Impersonation Risk Detection. Per l'utente italiano il vantaggio principale è aver ottenuto la piena localizzazione, che rende il filtro utilizzabile senza ricorrere alle versioni beta.