L'iter legislativo per l'attuazione dell'AI Act in Italia ha superato l'ultimo scoglio parlamentare. La commissione Politiche dell'Unione europea della Camera ha espresso parere favorevole allo schema di decreto legislativo che disciplina l'uso dei sistemi biometrici, aprendo la strada all'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri.
L'estensione dell'autorità giudiziaria per il riconoscimento facciale
Il punto nodale della discussione ha riguardato l'articolo 8, relativo all'impiego del riconoscimento facciale in tempo reale. Rispetto alle bozze precedenti, che limitavano l'autorizzazione al solo giudice per le indagini preliminari (GIP), il testo aggiornato introduce la formula più ampia di magistrato competente. Questa modifica, sostenuta in particolare dalla relatrice Cristina Rossello di Forza Italia, permette l'intervento sia del GIP che del pubblico ministero, flessibilizzando le procedure di attivazione della tecnologia.
Tensioni politiche e rilievi di Bruxelles
Il percorso verso l'approvazione è stato segnato da forti contrasti. Le opposizioni, tra cui PD e M5S, hanno denunciato il rischio di una profilazione di massa e di un deriva verso uno "stato di polizia", arrivando ad abbandonare i lavori della commissione prima del voto finale. Parallelamente, la Commissione europea ha espresso forti riserve, ribadendo che l'AI Act vieta l'uso del riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili per evitare modelli di sorveglianza invasivi. Per rispondere a queste critiche, il governo ha rassicurato che l'impiego dell'IA per l'analisi delle immagini sarà strettamente vincolato all'autorizzazione scritta di un magistrato.
Garanzie e limiti tecnici della sorveglianza biometrica
Oltre alla questione dell'autorizzazione, il decreto pone l'accento sulla gestione dei dati. La normativa prevede che i processi di autenticazione non debbano essere automatizzati, richiedendo un intervento umano per validare i risultati. L'obiettivo è garantire che l'uso della tecnologia sia proporzionato e accorto, evitando errori di identificazione che potrebbero compromettere le libertà individuali.
Prospettive normative europee
L'attuazione nazionale si inserisce in un contesto europeo di estrema cautela. Mentre l'Italia cerca di bilanciare le esigenze di sicurezza delle forze di polizia con i diritti civili, l'Unione Europea continua a monitorare che le implementazioni locali non deroghino ai divieti stabiliti dal regolamento comunitario, specialmente per quanto riguarda la sorveglianza biometrica in tempo reale.

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